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Dimora Palanca: in un nuovo hotel a Firenze si rivivono atmosfere retrò in chiave contemporanea

Das neue Fünf-Sterne-Hotel in Florenz: Eine Villa entdeckt die glückliche Charakteristik ihrer Ursprünge wieder, verbunden mit ihrer Liebe zur Kunst, die mit den Gästen und der Stadt geteilt werden Tradition und Übersetzung, um den Gästen den Charme zurückzugeben, im Palast zu bleiben und Florenz aus einer schönen Perspektive zu betrachten.

Nicoletta Currradi

Firenze, 21 ottobre 2021
Una suggestione fortissima, anche se difficile da definire, si rivela immediatamente a chi varca la soglia di Dimora Palanca e potrebbe essere descritta come l’esprit del luogo ritrovato. E se questa, tuttavia, può sembrare una semplice impressione, un fattore oggettivo c’è ed è l’illuminato restauro conservativo dell’edificio ottocentesco che ospita il nuovo 5 stelle di Firenze da 18 camere, frutto della grande capacità di visione dell’architetto e interior designer toscano di adozione Stefano Viviani. 

Il progetto: un palazzo ritrovato per la città e per una nuova visione di ospitalità, slegata dalla consuetudine alberghiera.

Grazie a questo “ritrovamento”, la villa, edificata a ridosso della cerchia delle mura medievali, torna a far parte a tutti gli effetti della memoria storica della città con cui, ispirandosi alle proprie origini, attiverà a favore degli ospiti un discorso amoroso, ritmato dalla riconnessione con il genius loci e da una magnifica ossessione per l’arte: come avveniva in passato, raccogliendo l’eredità ideale della storia delle edificio e senza soluzione di continuità tra spazi interni e tessuto urbano, questo dialogo con Firenze declinerà il nuovo tempo del palazzo, portando letteralmente gli ospiti a scoprire una storia cittadina quasi sconosciuta. E con la nuova identità, la dimora tornerà a essere una delle “finestre” aperte sulla città e sulla sua dimensione di crocevia di incontri, passaggi e passioni. 

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I Monti Azzurri, dove arte e sapori eccellenti s'incontrano

Eine interessante Route in den Marken, in der Provinz Macerata im Gebiet der Azzurri-Berge, um künstlerische und kulinarische Spitzenleistungen zu entdecken

Nicoletta Currradi

Firenze, 22 novembre 2021.
Borghi bellissimi costellano il maceratese, nelle Marche, alcuni sofferenti per le ferite lasciate dal terremoto, altri vivissimi e bisognosi di non essere dimenticati. Uno di questi è Belforte del Chienti, grazioso borgo la cui pieve di S. Eustachio nasconde un tesoro preziosissimo, il polittico di Giovanni Boccati del 1468, in stile neogotico.

Degno di nota è il fatto che i polittici dei Monti Azzurri sono tutti visibili nel loro splendore grazie alla collaborazione dei Comuni di Belforte del Chienti, Monte San Martino e Serrapetrona. I comuni e le Pro loco hanno ideato un biglietto unico che permette, ad un prezzo scontato, di visitare i polittici custoditi nelle chiese di Sant’Eustachio a Belforte del Chienti, nella chiesa di San Martino a Monte San Martino e nella chiesa di San Francesco a Serrapetrona, tra le più belle dell’Unione Montana dei Monti Azzurri. I tre comuni  mettono a disposizione un biglietto unico che consente di ammirare da vicino i capolavori del Boccati, di Girolamo di Giovanni da Camerino e dei fratelli Crivelli e di D’Alessandro. 

L’arte del XV secolo di questi borghi pittoreschi fa parte del grande patrimonio artistico delle aree pedemontane  e rappresenta uno scrigno di meraviglie assolutamente da conoscere. Il biglietto unico può essere acquistato nelle Pro Loco.

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A Palazzo Strozzi brillano le opere di Jeff Koons

Ein Künstler, der ironisch den „American Way of Life“ und seinen Hang zum Konsum illustriert

Nicoletta Curradi

Firenze, 30 settembre 2021.
Palazzo Strozzi si apre ad un altro grande evento: la mostra di uno degli artisti più chiacchierati di tutti i tempi: Jeff Koons. Curata da Arturo Galansino e Joachim Pissarro, l’esposizione Jeff Koons. Shine  dal 2 ottobre porta a Firenze un’ampia selezione di opere di colui che ha rivoluzionato il sistema artistico internazionale.

Tra le figure più note e discusse della scena globale del contemporaneo, Jeff Koons trova nell’idea di lucentezza il principio di molte delle sue sculture e installazioni, nate per mettere in discussione il nostro rapporto con la realtà insieme al concetto stesso di opera d’arte.

La rassegna si compone di importanti prestiti e collezioni internazionali e fonda il suo essere sul concetto di Shine, inteso come lucentezza, come  gioco ambiguo tra splendore e abbagliamento, tra essere e apparire. Il percorso della mostra è stato concepito e progettato dai curatori come un dialogo serrato con l’artista: il visitatore sarà il vero protagonista dello spazio espositivo, concretamente e simbolicamente. Di fronte ad uno specchio sarà chiamato a guardarsi in infiniti riflessi.

Il lavoro dell’artista consiste in un gesto con l’obiettivo di mostrare alle persone qual è il loro potenziale. Non si tratta di creare un oggetto o un’immagine; tutto avviene nella relazione con lo spettatore. È qui che avviene l’arte.

Jeff Koons. Shine è promossa e organizzata da Palazzo Strozzi ed è stata realizzata grazie al sostegno di partner quali Intesa Sanpaolo.

 

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Con Arca Adriatica risalta il patrimonio legato al mare tra Italia e Croazia

Das Projekt Arca Adriatica, das mit europäischen Mitteln finanziert wird, zielt darauf ab, das Kultur- und Naturerbe der Adriaküsten bekannter zu machen und zu verbessern

Nicoletta Currad

Firenze, 10 settembre 2021.
Arca  Adriatica è il nome di un interessante progetto che unisce le due sponde del mar Adriatico, quella italiana e quella croata. Il progetto europeo, che appartiene all’Interreg Italia – Croazia, si pone come obiettivo lo sviluppo di un prodotto turistico comune basato sul recupero, la conservazione e la valorizzazione del ricco patrimonio culturale legato al mare ed ai piccoli porti dell’Adriatico. In quest’ambito, il coinvolgimento della stampa di settore è stata una delle azioni previste: l’iniziativa condotta congiuntamente da due Comuni, Cervia e Cesenatico, in Emilia Romagna, ha avuto proprio lo scopo di illustrare alcune eccellenze delle due città dal punto di vista del patrimonio legato al mare. 

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Alla scoperta del territorio di Catanzaro, lambito da due mari

Nicoletta Curradi

Firenze, 28 luglio 2021.
In Calabria la provincia di Catanzaro si affaccia su due mari: lo Ionio a est e il Tirreno a ovest, con l'istmo di Catanzaro, stretta valle che collega il Golfo di Squillace al Golfo di Sant'Eufemia, punto più stretto dell'intera penisola italiana. Nelle giornate più limpide, da alcuni punti si può vedere contemporaneamente il Tirreno, lo Ionio, le Eolie e la cima dell'Etna.

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Umbria: a Rosmarino il relax e lo svago sono assicurati

Eine Unterkunft im Grünen, nur wenige Schritte von den Touristenzentren entfernt, kann den idealen Urlaub bieten

Nicoletta Curradi

Firenze, 20 luglio 2021.
Per recuperare le energie spese durante la pandemia e superare le ansie da stress, cosa c'è di meglio di una vacanza immersi nella rigogliosa natura di un luogo strategicamente posizionato tra Toscana e Umbria?
Ecco Rosmarino, dove la famiglia Vecchiarino nel 2020 si è trasferita cambiando vita e rilevando una verde oasi. Qui è possibile riscoprire l'importanza dei valori essenziali come coltivare l'orto e le erbe spontanee, preparare i salumi, il pane, allevare le galline, incontrare animali selvatici come lepri, daini, caprioli e uccelli come l'upupa, godere di tutto ciò che la natura può regalare; siamo nel verde totale, ma ad un passo dal resto del mondo, 120 secondi di strada bianca  separano da Po Bandino, pochi km da Città della Pieve, vicino ai laghi ed altri molteplici motivi per godersi la vita. Quando ne sentiamo il bisogno, Rosmarino sa come riequilibrarci.
Qui non manca l'essenziale, l'armonia della natura, l'atmosfera e l'accoglienza di tipo familiare, le tradizioni rurali, il relax, i libri, il wi-fi, il sole, le stuoie, giochi da fare all'aperto; camere confortevoli e una colazione curata e abbondante con prodotti a km zero.

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I costumi ritrovati della Turandot al Museo del Tessuto di Prato

Nicoletta Curradi 

Firenze 27 maggio 2021.
Una, mostra da non perdere a Prato al Museo del Tessuto appena riaperto. 
Era il 25 aprile del 1926 quando, al Teatro alla Scala di Milano, andò in scena la prima della Turandot, scritta da Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni. Fu la rappresentazione postuma di un’opera lasciata incompiuta dal grande compositore toscano, morto nel novembre del 1924.
Nonostante il finale fosse stato affidato dalla casa editrice Ricordi al compositore Franco Alfano, il giorno della prima il direttore d’orchestra Arturo Toscanini — che pure aveva spinto per affidare ad Alfano la parte mancante — decise di interrompere tutto lì dove Puccini era arrivato a scrivere la versione definitiva.

Quella sera, sul palcoscenico, a interpretare la protagonista della storia — la principessa Turandot, figlia dell’imperatore della Cina — c’era la cantante soprano polacca Rosa Raisa, che indossava dei meravigliosi costumi realizzati dallo scenografo, costumista e illustratore Luigi Sapelli, in arte Caramba. Quegli stessi costumi a un certo punto scomparvero. Per decenni nessuno ne seppe più nulla finché, nel 2018, tanto misteriosamente come se ne erano perse le tracce, vennero di nuovo alla luce all’interno di un baule acquisito dal Museo del Tessuto di Prato.
Appartenuto a un altro soprano, la pratese Iva Pacetti, il baule conteneva materiale del suo guardaroba, anch’esso dato per perduto da anni. Tra i tesori ritrovati c’erano appunto due costumi e due gioielli di scena tra quelli realizzati da Caramba per la prima della Turandot, identificati come tali da Daniela Degl’Innocenti, conservatrice presso il museo pratese.

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Due aziende vinicole prestigiose, un solo denominatore: la toscanità 

Die Weinberufung der Toskana und die jahrhundertealte Tradition machen den gewissen Unterschied für zwei Unternehmen aus, welche in dieser schwierigen Zeit für die Weinbranche nicht aufgeben. Freuen Sie sich auf einen tieferen Einblick in das Thema.

Nicoletta Curradi 

Firenze, 27 novembre 2020.
Un tracollo nel consumo del vino del 70%, è il costo stimato dell'ultimo decreto del Governo che ha imposto la chiusura dei locali alle 18. È l’allarme dei Consorzi toscani  del vino. Il 70 per cento del vino si consuma dall’aperitivo in poi, è un colpo durissimo a tutti i produttori del settore. Tutto questo senza considerare che  i ristoratori, i locali e le enoteche si sono  adattati puntualmente ad ogni disposizione, accogliendo i clienti in totale sicurezza. Hanno fatto sacrifici economici importanti, anche indebitandosi ulteriormente, pur di restare aperti.

Ci sono tuttavia aziende italiane che non si sono arrese alla pandemia e continuano senza sosta il loro lavoro con passione e impegno nonostante le notevoli difficoltà e le nuove normative.  Anche se il mondo del vino sta soffrendo molto per la situazione generata da Covid-19, con i consumi  praticamente azzerati per la chiusura dei locali,  le vigne e le botti reclamano ugualmente l'intervento costante dell'uomo. I tempi di lavoro sono meno frenetici e si può quindi riflettere sugli obiettivi e pure pensare a creare qualche cosa di nuovo. 

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I cinque sensi della Toscana si scoprono nelle sue acque termali

Sind Sie neugierig auf die Natur der Toskana, welche alle fünf Sinne anregt? In einem Jahr, in welchem der Gesundheit größte Beachtung geschenkt wird, lesen Sie hier über eine eindrucksvolle Route durch Heilbäder und Thermen in der Toskana. 

Nicoletta Curradi

Firenze 28 ottobre 2020.
In questo funestato anno 2020, mai come adesso la salute è stata al centro dell'attenzione. E cosa c'è di meglio delle acque termali per il benessere psicofisico o per curare numerose patologie o disturbi,   acque di cui la Toscana è ricchissima? È infatti la regione italiana che può vantare il maggior numero di giacimenti e di strutture termali. Salus per aquam, la salute attraverso l'acqua. dicevano i Latini, che conoscevano bene le proprietà benefiche di questo elemento. 

Un suggestivo itinerario slow in e-bike grazie a Tuscany Quintessence conduce alla scoperta di luoghi storici da cui scaturiscono acque benefiche. (www.tuscanyquintessence.com)

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Calabria, terra antica, gusto moderno

Nicoletta Curradi 

Firenze, 1 ottobre 2020.
La Calabria è stata ancora una volta protagonista nel 2020 di un Undiscovered Italy Tour, format ideato da Daniela Corti per promuovere la Calabria con il patrocinio dell’Enit e in collaborazione col Tour Operator canadese Susan Barone di Luxury Weddings Worldwide e InStyle Vacations. 
La Calabria ha conosciuto negli ultimi mesi un grande successo sul piano turistico, fatto che fa ben sperare per il futuro in un momento critico come quello che stiamo vivendo. Partendo dal capoluogo di regione, Reggio Calabria, ha una lunga e nobile storia, visibile nei tratti di mura di età greca e nelle terme romane, con frammenti di mosaico, scampati a ben due terremoti. Fondata dai greci della Calcide su indicazione dell'oracolo di Delfi e divenuta municipio romano nel 89 a.C., contesa nei secoli da Mori e Bizantini, Svevi e Borboni, oggi Reggio esprime pienamente la vocazione turistica di una terra che mantiene intatto il fascino delle origini magnogreche.

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L'Empolese Valdelsa apre i suoi scrigni

Nicoletta Curradi 

Firenze, 15 settembre 2020.
Il festival biennale di narrazioni popolari dal titolo "Ci sono sempre parole"  tenutosi nei giorni scorsi in Toscana a Certaldo, Gambassi Terme e nei musei del MuDEV, è stato l'occasione per una riscoperta del territorio. Direte: ma cos'è il MuDEV? Si tratta del Museo Diffuso Empolese Valdelsa che riunisce venti piccoli musei e undici comuni toscani e rappresenta una vera full immersion all’interno di un patrimonio culturale, di un territorio. La visita non si esaurisce all’interno del museo, ma anzi continua di fronte a un paesaggio inaspettato, tra le dolci colline fiorentine oppure a tavola, assaggiando un piatto tipico o un buon vino. Si ispira alla Via Francigena che attraversa buona parte della zona per proporre degli itinerari, dei "cammini" e trasformare il visitatore in "pellegrino" della cultura.

Un unico grande museo a cielo aperto che invita ad un turismo lento da praticare a piedi, in bicicletta, a cavallo ma anche in camper o in moto o con un'auto scoperta.
Borghi medievali, pievi romaniche, dimore storiche, ma anche tradizione di cibo e di vino: questo territorio offre le ricchezze della culla del Rinascimento che non finisce mai di sorprendere.

La seconda edizione del festival, ideato da Andrea Zanetti con Cinzia Compalati, ha messo al centro le narrazioni dei cittadini comuni nei musei del MuDE: i racconti dei cittadini sono stati selezionati in tutto il territorio e messi in scena con il supporto drammaturgico di attori professionisti.

Fa parte della manifestazioni l’esposizione d’arte contemporanea “Stoner. Landing pages” nella storica sede del Palazzo Pretorio che spicca alla fine di Via Boccaccio, la strada principale di Certaldo Alto, il monumento più importante del borgo. Si nota da lontano per la scalinata, la facciata in cotto e la grande quantità di stemmi prestigiosi. Risalente alla fine del XII secolo come dimora dei Conti Alberti, dal 1420 vi ha vissuto il Vicario di Firenze che, dalla loggetta sulle scale, poteva parlare al popolo riunito in basso. Depredato durante la Rivoluzione Francese, dalla fine del 1800 appartiene al Comune. È stato teatro della giustizia medievale con le sale di udienza, le stanze dei tormenti, la cappella, il carcere.

Accanto al Palazzo Pretorio  la Chiesa sconsacrata dei Santi Tommaso e Prospero conserva uno straordinario ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli. La chiesa è a unica navata con tetto a capanna, molto semplice. Gli affreschi si trovavano nel Tabernacolo dei Giustiziati, un piccolo edificio che si trova fuori dalle mura di Certaldo sulla via Francigena. L’opera è del 1465 circa ma solo nel 1957 è stata staccata dal Tabernacolo originario per essere ricostruita nella chiesa. 

Il Museo Casa di Boccaccio ospita al piano terra una grande sala con pannelli e un filmato che presentano la vita e le opere di Giovanni Boccaccio, celebre autore del Decamerone.

Al primo piano si trovano sia la biblioteca con le copie del Decamerone tradotte in tutte le lingue, compreso il vietnamita, sia la stanza con l'affresco di Pietro Benvenuti sopravvissuto ai bombardamenti del 1944.
Salendo al secondo piano si accede ad una loggia coperta da cui si può arrivare fino alla sommità della torre, parte integrante dell'edificio. 

Nella vicina chiesa dei Santi Jacopo e Filippo sono custodite le spoglie di Giovanni Boccaccio che a Certaldo nacque e passò quasi tutta la sua vita. Sotto la grande lapide in marmo bianca in realtà non ci sono le spoglie del letterato che si trovano un po’ più in là, sotto una piccola mattonella bianca. La chiesa ospita anche le spoglie della beata Giulia, patrona di Certaldo. Da notare una Madonna della Neve attribuita a Giovanni della Robbia e alla sua scuola e il Crocifisso di Petrognano del 1240, grande scultura in legno di autore ignoto. Si tratta di un Crocifisso “triumphans” in cui Gesù ha gli occhi spalancati in segno di trionfo sulla morte. 

Da Certaldo a Gambassi Terme la distanza è breve, solo 10 km. Ed ecco spiccare nel paesaggio verdeggiante la sagoma della duecentesca pieve di Santa Maria Assunta a Chianni, Si trova nel comune di Gambassi Terme,ed è una delle tappe della Via Francigena ricordate dall’arcivescovo Sigerico nel suo storico itinerario di ritorno da Roma (990-994). Di belle forme romanico-pisane e lucchesi, con una originale facciata di arenaria gialla, la pieve presenta un interno a tre navate divise da colonne con capitelli a figurazioni simboliche, tutti diversi tra loro. Si può ammirare nel transetto una copia secentesca, attribuita a Francesco Curradi, della più famosa Pala di Gambassi di Andrea del Sarto, conservata nella Galleria Palatina a Firenze.

E fra due anni altre bellezze toscane saranno svelate dal MuDEV con una, nuova edizione del festival delle narrazioni... 

Info: www.museiempolesevaldelsa.it

Nicoletta Curradi 

 

 

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Finito il lockdown è tempo di ripartenza in Calabria

Nach der langen Schließung wollen die Ferienorte und Unterkünfte Kalabriens wieder von vorne anfangen...

Nicoletta Curradi

Firenze, 28 giugno 2020.
Dopo l'emergenza pandemia il forte desiderio di ricominciare si è concretizzato nella promozione della Calabria come meta turistica e per cerimonie, grazie a Undiscovered Italy Tours e Daniela Corti Event, con il patrocinio di Enit (Ente Nazionale Italiano Turismo), la Camera di commercio di Vibo Valentia e i comuni di Soverato e Gerace. Un itinerario molto interessante tocca entrambe le coste calabresi, la Jonica e la tirrenica, partendo da Roccella Jonica. 

Se il toponimo  Calabria, che deriva dal greco antico, significa "sorgente del bello", un motivo ci sarà sicuramente. E noi siamo qui a scoprirlo nel nostro viaggio. La prima tappa per scoprire le bellezze calabresi è Pizzo Calabro, bellissimo borgo arroccato su un promontorio tufaceo a picco sulla  Costa degli Dei. 
La costa tirrenica calabrese è caratterizzata da un'alternanza di cale sabbiose e promontori rocciosi, con al largo il profilo dell’Isola di Stromboli, la più orientale delle isole Eolie.   

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Questa estate tutti sulla riviera romagnola, sì, ma senza l'auto

Anche se la stagione calda in Italia è ancora lontana, sulla costiera della Romagna ci si sta già organizzando.

Nicoletta Curradi

Firenze, 19 dicembre 2019.
È iniziata la fase sperimentale di un progetto di integrazione turistica costiera nel comune di Misano Adriatico, località limitrofa a Rimini: alcuni stakeholder “mirati” tanno sperimentando una modalità di fruizione integrata dei servizi, come trasporti, collegamenti interni, hotel, altri servizi ricettivi, che nel corso della prossima estate potrebbero diventare realtà comune, a Misano e in tutte le località della riviera romagnola che vorranno aderire. 
L’idea generale è quella di progettare, attivare e promuovere uno strumento innovativo di fruizione turistica costiera: un sistema che consenta di spostarsi lungo tutto l’asse costiero romagnolo in maniera comoda, mobile e rapida e soprattutto senza la propria automobile.

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Alla scoperta di Castel San Pietro Terme, la città del buon vivere

Nicoletta Curradi  

Firenze, 16 novembre 2019.
Emilia-Romagna, una regione, due anime e un trattino che le separa, in cui si trova tutto un mondo. 
Molta gente distingue con difficoltà tra emiliani e romagnoli. C’è un confine labile, un trait-d'union che di sicuro è plurisecolare. C’è una differenza di sapori, colori e odori che solo chi vive di qua o di là dal confine può notare. Ma l’Emilia-Romagna è una delle regioni italiane in cui si vive meglio e in cui si mangia meglio. 
Castel San Pietro Terme è una città situata fra Imola e Bologna lungo la storica via Emilia, proprio dove l’Emilia diventa Romagna, quindi si può dire che si colloca... "sul trattino" che divide i due toponimi. Castel San Pietro Terme, fondata nel 1199 come città fortificata, è in provincia di Bologna ed ha molto da offrire a chi la visita: roccaforti, castelli, siti archeologici, ma soprattutto tante persone che ti accolgono col sorriso.  Forse sono persone che perseguono la filosofia della “lentezza”, tra tradizioni, prodotti genuini, acque termali e paesaggi  naturali di pace e serenità.

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Castiglioncello e Inequilibrio

Il festival della nuova scena tra teatro, danza e musica

Nicoletta Curradi

Firenze, 2 luglio 2019.
Un maestoso edificio in stile nogotico domina il paese di Castiglioncello, in provincia di Livorno, dalla fine del XIX secolo: è il castello Pasquini, costruito a partire dal 1889 come residenza del barone Lazzaro Patrone, che  aveva acquistato vasti  terreni da Diego Martelli, noto critico d'arte, sostenitore dei Macchiaioli. Una parte dei terreni vennero trasformati in un rigoglioso parco d'impronta romantica.
Il castello fu realizzato ad imitazione delle costruzioni medioevali. 

Il barone Patrone cedette una parte dei suoi terreni per la costruzione della stazione ferroviaria di Castiglioncello, a patto che il fabbricato dei viaggiatori riprendesse lo stile del castello. 
Negli  anni Quaranta del Novecento il castello fu acquistato dalla famiglia Pasquini di cui conserva ancora il nome. Dopo un periodo di abbandono, nel 1981 è passato all'amministrazione comunale, che col tempo ne ha fatto il centro di manifestazioni ed eventi culturali. 
Da  oltre venti anni è la sede di Armunia che organizza il festival Inequilibrio, giunto alla ventiduesima edizione: si tratta di un innovativo contenitore di opere di teatro, danza, musica e arte performativa. Quest'anno il festival è in corso dal 25 giugno al 7 luglio. 

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A Narni si respira la storia, sorseggiando un vino antico

In Umbrien nicht nur Kunst und Natur, sondern auch exzellenter Wein

Nicoletta Curradi

Firenze, 2 giugno 2019.
I nostri lettori avranno mai sentito parlare di Narnia? È un mondo immaginario popolato da maghi, streghe e personaggi fantastici, creato dallo scrittore britannico Clive Staples Lewis, come scenografia per la sua serie fantasy per ragazzi dal titolo “Le cronache di Narnia”, pubblicata negli anni Cinquanta del Novecento.  A questo punto si dirà: cosa c’entra con l'Umbria, la regione più verdeggiante d'Italia, annunciata dal titolo? C'entra, perché Narnia non è altro che l'antico nome di Narni, una storica, deliziosa cittadina umbra, ricca di monumenti e circondata da verdi campagne, a cui Lewis si è sicuramente ispirato, pur non avendola mai vista. È proprio nel territorio circostante questo borgo arroccato su un colle che si coltiva ancora un vitigno già noto e apprezzato dagli antichi romani, il Ciliegiolo di Narni. 
Siamo in una zona dalle antiche tradizioni nel campo della coltivazione della vite, soprattutto il Ciliegiolo, un vitigno che è riuscito a sopravvivere all’estinzione solo grazie alla tenace passione di un gruppo di piccoli produttori che hanno continuato a coltivarlo mentre altrove veniva estirpato per fare spazio a varietà più commerciali. Attualmente gli ettari coltivati a ciliegiolo sono circa cinquanta e, anche grazie all’Associazione dei Produttori del Ciliegiolo, sta trovando spazio come uno dei rossi più tipici e interessanti del centro Italia. 
Le origini del vitigno ciliegiolo sono piuttosto misteriose. Secondo la tradizione si narra che sia stato portato dalla Spagna nell'’800, ma una tesi più recente lo indica come un’uva autoctona del Centro Italia, forse derivante da antiche varietà di “vitis vinifera” che hanno dato origine anche al sangiovese. Oltre che in Umbria, il Ciliegiolo è diffuso in Liguria e in Toscana, dove veniva spesso usato per tagliare il sangiovese e donare un po’ di morbidezza e note fruttate. 

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Provincia Granda, dove è più stimolante la vita all'aria aperta

La provincia di Cuneo, in Piemonte, facilmente raggiungibile dal Nord Europa, offre un gran numero di proposte per ogni attività di outdoor per il benessere del corpo. E non solo... Anche per il palato.
Die Provinz Cuneo im Piemont, die von Nordeuropa aus leicht zu erreichen ist, bietet eine Vielzahl von Vorschlägen für jede Outdoor-Aktivität zum Wohle des Körpers. Und nicht nur... Auch für den Gaumen.

Nicoletta Curradi

Firenze, 14 maggio 2019.
Dolci paesaggi da sogno in un angolo del Piemonte: Langhe, Monferrato e Roero e le aree montane e pianeggianti del Cuneese, detto anche provincia Granda, la più estesa della regione, possono vantare senza dubbio un ricco patrimonio paesaggistico-naturalistico, enogastronomico e culturale. Su questa profusione di risorse  si inserisce un’ampia offerta outdoor rivolta non solo agli sportivi allenati, ma anche alle famiglie con bambini e ai semplici appassionati. Quindi tanto divertimento, moto all’aria aperta, emozioni, cultura, arte, paesaggio ed esperienze enogastronomiche rendono questo territorio una delle mete  turistiche più interessanti in ogni stagione. 
Sì, perché le Alpi di Cuneo rappresentano un autentico paradiso per gli amanti dell’outdoor in luoghi incontaminati. Parchi, riserve naturali, torrenti che scendono impetuosi dalle vette al piano, toccando villaggi alpini e città d’arte, ma ancora ferrate e falesie per arrampicate, percorsi per trekking, Nordic walking, cavallo e mountain bike, colline da esplorare in sella alla moto o alla bicicletta, possibilità di praticare la pesca sportiva: questa è un’offerta turistica a 360°, da vivere in ogni stagione dell’anno, spesso in concomitanza con eventi sportivi di livello nazionale e internazionale, come ad esempio il Giro d'Italia. 

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Puglia regina del turismo in tutte le stagioni

Si avvicina a grandi passi la stagione estiva, quella delle grandi vacanze, e la Puglia si conferma una delle destinazioni più gettonate in Italia. Ma non c'è solo il mare qui...

Die Sommersaison, die herrliche Feiertage, nähert sich mit großen Schritten, und Apulien ist eines der beliebtesten Reiseziele in Italien. 
Es gibt aber nicht nur das Meer hier... 

Nicoletta Curradi

Firenze, 11 marzo 2019.
Lecce per tre giorni si è trasformata in capitale indiscussa del turismo del sud Italia. Al Castello Carlo V si è infatti tenuta la V edizione di BTM BusinessTourism Management, evento nato nel 2015 da un gruppo dinamico guidato da Nevio D'Arpa, e divenuto sempre più importante, ospitando espositori nazionali e internazionali.  BTM è ormai ritenuta una manifestazione di riferimento per il sud Italia, registrando la presenza non solo di sellers pugliesi, ma anche di operatori campani, calabresi e lucani, con l'obiettivo di creare proficue sinergie professionali tra le varie regioni meridionali d'Italia. 

Il sistema turistico pugliese si trova attualmente ad affrontare alcune precise criticità come la crescita costante dei flussi in arrivo e la notorietà della destinazione Puglia, oltre all'urgente necessità di destagionalizzare gli arrivi dei visitatori. 

Occorre sviluppare la destinazione turistica e lavorare su questo tema passando attraverso l’ Heritage Tourism: è il turismo che interpreta tradizioni e culture, creando esperienze uniche, da vivere soltanto in un preciso luogo e in un preciso momento, per esempio le feste a carattere religioso. 
In Italia  c'è tutto un mondo da far conoscere e il turismo è il mezzo più potente per farlo, non solo in estate, ma per 365 giorni l'anno. 

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L‘innegabile bellezza dei laghi di Lesina e Varano

Diese Seen in Apulien sind authentische Schätze überraschender Anziehungspunkte für Flora und Fauna

Nicoletta Curradi

Firenze, 20 novembre 2018.
Una realtà suggestiva che si incontra appena si tocca il suolo pugliese: i laghi di Lesina e di Varano, i quali non sono solo due fra i laghi più grandi e importanti dell'Italia meridionale, ma anche autentici scrigni di sorprendenti attrattive di flora e fauna che meritano di essere svelate agli occhi dei visitatori. Non basta ammirare esternamente questi affascinanti specchi d'acqua, con i loro colori cangianti nelle varie ore del giorno: è importante conoscerne bene le caratteristiche e le ricchezze naturali e per farlo abbiamo rivolto alcune domande al dottor Raffaele D'Adamo, biologo marino e  ricercatore all’ISMAR Lesina, l'Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche. 

- "Dottor D'Adamo, ci può raccontare la sua esperienza a Lesina?" -"Lavoro qui dal 2001, all'inizio per lo sfruttamento biologico della laguna, poi per lo studio degli ecosistemi costieri."
-"Ci spieghi nel dettaglio in cosa consistono le sue ricerche."
-"Il CNR dal 1968 ha dato una svolta agli studi sulla valorizzazione della pesca e sulla qualità delle acque del lago, nel rispetto della sostenibilità. Io conduco ricerche, per esempio, sul ciclo riproduttivo dell'ostrica nostrana piatta e dell'orata. Studio anche la bottarga, la cui quantità è in aumento. Grazie alla bassa salinità della laguna la bottarga rimane più integra, non si sbriciola. L'anguilla è invece ritenuta la regina del lago di Lesina. Oltre al pesce mi occupo anche di salicornia, cioè l'asparago di mare, una pianta tipica di questi litorali. Si raccoglie in estate, è molto usata in cucina, anche con il pesce, ed è ricca di sali minerali e vitamine, ideali per la salute. "

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Le mille anime di Rovereto

La città trentina è detta Città della quercia, della pace, dei Festival e dei musei internazionali. La festa di Santa Maria Ausiliatrice il 5 agosto è una preziosa occasione per visitarla 

Die Stadt von Trentino wird Stadt der Eichen, Frieden, Festivals und der internationale Museen genannt. Das Fest Maria Hilfe der Christen am 5. August ist eine wertvolle Gelegenheit, es zu besuchen 

Nicoletta Curradi

Firenze, 10 agosto 2018.
L'immagine della Madonna Ausiliatrice incede lentamente per le vie assolate di Rovereto, issata sulle spalle di aitanti giovani scout e seguita da una moltitudine di fedeli, tra rulli assordanti di tamburi. Cosa sta accadendo in questo scorcio d'estate nella città trentina? 

È il 5 agosto e in questa data, ormai da 315 anni, si celebra la festa di Santa Maria Ausiliatrice, anche se solo quest'anno il Comune ha deciso di pubblcizzarla all'esterno. Nel 1703, per salvarsi dalle distruzioni perpetrate dal generale francese Luigi Giuseppe Duca di Vendôme nella Vallagarina durante le Guerre di successione, la città si affidò alla protezione di Maria Ausiliatrice, Patrona principale della città, facendo voto di celebrare ogni anno la cerimonia solenne di ringraziamento. 

I suggestivi eventi organizzati dal Comune di Rovereto, hanno avuto il clou la domenica mattina nella chiesa arcipretale di San Marco con la Messa solenne, alla presenza del sindaco, della Giunta e delle autorità municipali. Nel pomeriggio i Vespri recitati in onore dell’Ausiliatrice hanno preceduto la suggestiva processione per le vie della città. 

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Le Marche, che rivelazione!

Borghi splendidi, ottimi vini e calda accoglienza

Nicoletta Curradi

Firenze, 1 giugno 2018.
Le Marche, splendida, verdissima regione del Centro Italia, sono ancora poco frequentate dal turismo di massa, a parte la zona costiera. Perciò è ancora possibile scoprire con tranquillità le meraviglie custodite nel territorio, in cui la gente è sempre ospitale. Dalle catene montuose alle spiagge di sabbia e alle scogliere a picco sul mare, le dolci colline dove si nascondono borghi bellissimi e piacevoli percorsi enogastronomici: mille sono i luoghi da scoprire in questa magica regione. 

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Il sale rigenerante di Salsomaggiore

Benefici gli effetti sulla salute delle acque termali che sgorgano nella città emiliana

Nicoletta Curradi

Firenze, 6 luglio 2017.
"Ci dev'essere qualcosa di stranamente sacro nel sale. Lo ritroviamo nelle nostre lacrime e nel mare." Così scriveva il poeta e filosofo libanese Kahlil Gibran nel 1926. Il sale è davvero prezioso e a Salsomaggiore sanno bene quanto vale il sale che fin da epoche remote caratterizza le sue acque salsobromoiodiche di origine marina. Acque che si trovano lungo la dorsale appenninica della pianura Padana che ha ospitato mari in alcune ere geolo­giche e dove l'acqua si è raccolta in bacini sotterranei.

Lorenzo Berzieri è il medico condotto che nel XIX secolo per primo sperimentò le proprietà terapeutiche di queste acque conosciute ed utilizzate già in epoca pre-romana per l'estrazione del sale. Fu sotto il Ducato di Maria Luigia d'Austria che Salsomaggiore si trasformò, consid­erando l'acqua termale un bene curativo per la salute dell'uomo, e in breve tempo la località divenne una delle più affermate e frequentate "villes d'eaux" europee. Le acque minerali di Salsomaggiore appartengono per il loro contenuto in sodio, al gruppo delle acque salse nelle varietà salsobromoiodiche, per la presenza di bromo e iodio ed una densità salina tre volte superiore di quelle del Mar Morto.

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Suggestioni e spiritualità nei riti pasquali nel Gargano

Nicoletta Curradi

Firenze, 18 aprile 2017.
Il toponimo Gargano, "sperone" dello stivale d'Italia, evoca da sempre soprattutto immagini di vacanze estive, piene di sole e di mare. Infatti non è noto a tutti che esiste invece un Gargano che in primavera, soprattutto all'approssimarsi della Pasqua, si anima di riti e di tradizioni che vantano un'origine antica, una storia rievocata puntualmente ogni anno:  sono eventi che meritano di essere vissuti e raccontati, manifestazioni che segnano il passaggio dall'"oscurità" quaresimale alla "luce" pasquale. Non a caso il protagonista dei riti è il fuoco, un fuoco "sacro", punto centrale di ogni rinascita. Il fuoco brucia, ma rischiara il cammino. Il fuoco condanna, ma d'altro canto illumina e può essere elemento identitario di una comunità. Così accade a San Marco in Lamis. Questa vivace città garganica, adagiata in una valle tra i due santuari di San Matteo Apostolo, risalente all'XI secolo (ma il primo nucleo è del IV-V sec.) e di Santa Maria di Stignano del XVI secolo, è attraversata dall'antica via Francigena del Sud, la Sacra Via Langobardorum, quella percorsa anticamente dai romei per raggiungere la Grotta di S. Michele a Monte S.Angelo. A San Marco in Lamis il venerdì santo si svolge la processione delle Fracchie, tronchi conici di legno che con il fuoco diventano torce e, trainati su carri, accompagnano la Madonna Addolorata illuminando il suo percorso alla ricerca del Figlio morto. L'origine di questo rito risale ai primi del 1700, quando fu costruita la chiesa dell'Addolorata fuori dall'abitato e lontana dalla Collegiata, dove si custodiva il corpo di Cristo. Le fracchie di varie dimensioni (potevano arrivare a 250 cm di diametro) costruite dagli abitanti, dovevano illuminare le strade buie percorse dalla Madonna. E cosi è stato anche quest'anno: alte fiamme hanno rischiarato le affollatissime vie del paese, in una processione ricca di fervore e afflato religioso, ma anche di allegra partecipazione. Nel Museo delle fracchie i bambini della scuola primaria hanno spiegato al pubblico il mistero di questo rito antico che si ripete ancora oggi.

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A San Gimignano gli "Orizzonti Verticali" volano sempre più in alto

Nicoletta Curradi

Firenze, 11 luglio 2016.
Orizzonti Verticali,  un'espressione che evoca slanci verso l'alto, è il nome di un festival di "arti sceniche in cantiere" che dal 2013 anima nel mese di luglio il suggestivo borgo turrito di San Gimignano, in provincia di Siena, nel cuore della Toscana. E proprio numerosi elementi architettonici verticali caratterizzano lo "skyline" del borgo: ben quattordici (in realtà sono sedici, ma due sono di tipologia diversa) sono le torri superstiti che si possono ammirare, svettanti in cima ad una collina di circa trecento metri di altitudine. circondata da distese di vigneti di pregiata Vernaccia.

Nel Medioevo ogni famiglia benestante, dedita all'attività mercantile o all'usura, mostrava il suo potere economico costruendo una torre e se ne contavano 72 nel Trecento. Il processo costruttivo di una torre non era certo semplice o poco costoso: come anche quello della creazione di un festival artistico-letterario quale "Orizzonti Verticali", ricco nel 2016 di eventi interessanti e coinvolgenti. In primis, la mostra-omaggio curata da Sandro Avanzo, su Paolo Poli, attore recentemente scomparso; la stuzzicante performance dello scrittore Luca Scarlini sugli affreschi di Memmo di Filippuccio di soggetto amoroso, dipinti nella stanza del Podestà nella Torre Grossa del Palazzo Comunale; "Roccu u stortu", monologo teatrale in dialetto calabrese, cult del teatro italiano scritto da Francesco Suriano, messo in scena da Fulvio Cauteruccio della compagnia Krypton, insieme al Parto delle Nuvole Pesanti, il cui protagonista è Rocco Sprizzi, soldato partito per la Prima guerra mondiale per la promessa di un pezzo di terra, detto "U Stortu", cioè lo scemo del suo paese. Roccu racconta la sua storia, prima e durante il conflitto, fino alla morte a Santa Maria la Longa il 16 luglio 1917. Eccellente l'interpretazione di Cauteruccio, che riesce a strappare  anche qualche sorriso al pubblico, pur nella tragicità del soggetto.

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A colloquio con Palladio

Con le ville venete l'architettura diventa lingua

Pasquale Episcopo

Monaco, 12 giugno 2016.
Ho trascorso una settimana in Veneto e ho potuto visitare alcune ville palladiane e post palladiane: Villa San Fermo a Lonigo, Villa Pisani Bonetti a Bagnolo di Lonigo, Villa Fracanzan a Orgiano, Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore, Villa Pojana a Pojana Maggiore, Rocca Pisana ancora a Lonigo. Ne sono rimasto affascinato.

Andrea Palladio è stato il più grande architetto del rinascimento italiano e ha progettato quasi duecento opere - ville, palazzi, chiese, ponti - realizzandone circa la metà. Con i suoi progetti ha influenzato la storia dell’architettura nel mondo occidentale fino all’Ottocento ed oltre. Esempi di questa influenza sono visibili in Inghilterra, Francia, Spagna, Russia e Stati Uniti d’America. La stessa Casa Bianca, residenza e ufficio del presidente degli Stati Uniti, è stata realizzata in stile palladiano.

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A Ravenna la vacanza per tutti

Nicoletta Curradi

Firenze, 23 maggio 2016.
Nell'immaginario collettivo Ravenna è un affascinante capoluogo dell'Emilia Romagna. Ma non tutti sanno che il comune di Ravenna è il secondo in Italia dopo Roma per estensione e che nei suoi oltre seicento chilometri quadrati si può incontrare un raro e perfetto mix di arte, cultura, relax e divertimento. Infatti Ravenna presenta tante sfaccettature, essendo capitale del mosaico, località balneare con oltre trenta chilometri di costa sabbiosa ed un bellissimo porto. Dal 1996 Ravenna è inserita nella World Heritage List Unesco per i suoi otto monumenti religiosi d’epoca paleocristiana, dotati di grande valore storico e artistico. Come è stato possibile tutto questo? Per capire questo fenomeno occorre ripercorrere la storia di questo territorio.

Ravenna è stata capitale ben tre volte: dell'Impero romano d'Occidente dal 402 al 476, del Regno degli Ostrogoti dal 493 al 553 e dell'Esarcato bizantino dal 568 al 751.

Nel 402 l'mperatore Onorio aveva lasciato Milano per motivi di sicurezza e aveva spostato la capitale dell'Impero Romano d’Occidente a Ravenna, che da città di provincia si trasformò in residenza imperiale, cominciando ad arricchirsi di splendidi monumenti, come il Mausoleo di Galla Placidia, che fu costruito nel V sec. per la sorella di Onorio che fu reggente alla morte del fratello per conto del figlio Valentiniano III. Meravigliosi i suoi mosaici di stile classicheggiante dai colori brillanti: il blu pavone, il verde muschio, l'oro e l'arancione. La cupola simboleggia il cielo, e conserva la parte più espressiva della decorazione. Tra le 570 stelle d’oro e il blu intenso del cielo spicca la Croce, simbolo cristiano della resurrezione. Pare che l’atmosfera che si respira in questo edificio abbia affascinato D’Annunzio e Cole Porter.

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Visitare la Boemia

Boemia nord-occidentale, dove la cura e la salvaguardia dell’ambiente sono priorità 

Nicoletta Curradi

Firenze, 29 settembre 2015.
Oggi parliamo di Boemia, questo  stupendo angolo della Repubblica Ceca che con il suo nome evoca trasparenze di cristallo. Ma tante sono le risorse e i nostri lettori saranno sorpresi dalla sua varietà e bellezza paesaggistica che si percepisce già a bordo dell'aereo che conduce all'aeroporto di Praga.  Da Monaco sono solo cinquanta minuti di volo.  

Settembre e ottobre sono mesi ideali per visitare questo Paese, prima che l’inverno ricopra tutto di una bianca coltre. Il verde ora prevale in tutte le sue tonalità nei campi arati e nei giardini che si estendono sotto gli occhi mentre si atterra. Iniziamo un itinerario nel romantico Parco nazionale della Svizzera Ceca, che esiste dal duemila ed ha una superficie di 79 kmq. Sul territorio del parco, habitat di animali e piante rare, sono attualmente disponibili percorsi segnalati con tre sentieri didattici e 45 km di percorsi ciclistici.

I luoghi più frequentati sono il Portone di Pravčice, il più grande portone roccioso naturale dell’Europa, monumento naturale bellissimo, il comune di confine di Hřensko, porta d’ingresso nella zona, gli stretti del torrente Kamenice, le Pareti di Jetřichovice, castelli rocciosi, la valle di Kyjov. Veramente suggestivo ed emozionante è il percorso in battello lungo il torrente Kamenice tra stretti canyon ed impressionanti e ripide pareti rocciose. Scesi dal battello si prosegue poi a piedi o in bicicletta su sentieri di montagna, adatti a chi ha un buon allenamento, se si vuole arrivare in cima alla collina e gustare buon cibo innaffiato dall'ottima birra locale. Per chi non è avvezzo alla fatica c'è comunque la possibilità di arrivare in auto. La salvaguardia dell'ambiente nella Boemia nord-occidentale è diventata un obbligo di legge: nella zona posta quasi al confine con la Sassonia, alle pendici dei Monti Metalliferi, si trova l'antico paese di Horni Jiretin, che conta duemila abitanti e che rischia di sparire a causa della necessità di sfruttare per esigenze energetiche un grande giacimento di lignite che si trova sotto l’abitato stesso.

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Magenta, va in scena la celebre Battaglia a mezz'ora da Expo

"Fuori EXPO": Visita alla città di Magenta

Valentina Pagani

Cosa vi ricorda la parola Magenta? Un colore, il rosso per precisione. Ma è anche una cittadina, a due passi dall'Expo e con una storia particolare. È qui che, nel 1859, fu combattuta la celebre Battaglia, nell'ambito della seconda guerra d'indipendenza italiana, e che, ancora oggi, viene rievocata. La data è quella del 4 giugno, ma per opportunità si celebra la domenica antecedente o successiva. E il traffico quotidiano lascia spazio alla storia. Magentini e franco-piemontesi contro austriaci, il film si ripete ogni anno: costumi d'epoca, rombi di cannone, fumo e spettacolo che conquista sempre grandi e piccini.

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Benvenuti all'Expo e non solo

"Fuori EXPO": Visita alla città di Rho

Valentina Pagani

Rho, 17 maggio 2015.
Per il mondo Expo 2015 fa rima con Milano, città del business e della cultura, con centinaia di monumenti ed edifici da visitare, decine di Musei da apprezzare e la possibilità di fare shopping nella capitale della moda. Ma il sito espositivo si estende, in realtà, fuori dal cuore pulsante del capoluogo lombardo, toccando quell'hinterland milanese che,con le sue ricchezze, non ha nulla da invidiare alla città. La prima tappa del nostro “fuori Expo” parte da Rho, città che condivide con Milano l’onore - e l’onere - di ospitare l’Expo. Perché, per chi viene da fuori, oltre ad una giornata tra i padiglioni, consigliamo qualche gita fuori porta alla scoperta di un territorio che può essere sorprendente.

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Cantone di Vaud, dove ogni stagione si tinge di nuovi colori

Das französischsprachige Kanton Waadt (ital. Vaud) bietet ein atemberaubendes Panorama mit schillernden Farben.

Nicoletta Curradi

Firenze, 12 settembre 2013.
Come sono belle le Alpi, così maestose e svettanti nel cielo d'Italia! Ma questa stupenda catena montuosa non è prerogativa italiana: sono infatti ben otto i paesi che se le "contendono" in Europa.

Per l'Italia, però, esse rappresentano un confine naturale tra le culture latine, germaniche e slave, separando il Belpaese dal resto dell'Europa.
 Bello è altresì osservare ed ammirare le cime alpine da diversi punti di vista, non solo da quello italiano. Per esempio, il lato svizzero del cantone di Vaud offre panoramiche mozzafiato e colori sempre suggestivi e cangianti.

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