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Alla scoperta del fantastico mondo delle Salse di Nirano

In una cornice naturale davvero incantevole, il gorgoglio tranquillo di alcuni simpatici vulcanetti di fango richiama alla mente un passato misterioso ed affascinante

Italien ist ein wahrer Tresor voll Schätze: Davon sind einige sehr bekannt, manche andere jedoch noch zu entdecken. Wenn man Italien sagt, denkt man an Kolosseum, an den Pisa Turm, an die Dolomiten und an die wunderschönen Insel. Wir werden heute die meist begangenen Route verlassen um an die Entdeckung eines kleinen Naturreservats in der Provinz Modena zu gehen. Hier können wir ein ungewöhnliches und faszinierendendes geologisches Phönomen beobachten, die sogenanten „Salse“

Daniele Verri

"Nel consolato di Lucio Marzio e di Sesto Giulio (che fu l’anno di Roma 663) avvenne un portento grande nell’agro modenese imperocché due monti fra lor s’accozzarono rimbalzando con forte fragore e a vicenda scostandosi, e di mezzo ad essi, benché di giorno, si vide fiamme e fumo levarsi al cielo. Per cotale sommovimento tutte le ville intorno rimasero sfracellate e spenti molti animali, che v’erano. E questo portento si stettero a riguardare molti cavalieri romani con la loro gente, ed altri viandanti d’in sulla via Emilia..."

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Ciottolando con gusto

Il gusto di viaggiare per l’Italia Malcesine, Lago di Garda 4/5 Ottobre

Nazzarena Barni Fritsch

La manifestazione „Ciottolando con gusto” si svolge a Malcesine, da otto anni, il primo fine settimana di ottobre.

Se non avete modo di visitare il sito (www.ciottolando.com), tenterò io in breve di spiegarvi le regole del gioco, perché in fondo è proprio di un bel gioco che si tratta.

Chi conosce il nucleo storico di Malcesine sa di quali sassi si parla: le viuzze che sboccano in slarghi e piazzette pittoresche sono lastricate dai ciottoli in questione. Cic-ciac, cic-ciac: è tutto uno stropiccio di passi, che compone la melodia tipica dei turisti senza fretta.

Il fine dell’iniziativa è l’invito ad una passeggiata gastronomica lungo le vie di Malcesine a caccia di scorci, odori, sapori. In questo modo non si percorrono solamente gli itinerari più noti, ma alla ricerca dei locali presentati, si va alla scoperta di luoghi meno battuti percorrendo tutto il centro storico.

 

Un viaggiatore che passa due o tre giorni in una località turistica viene a conoscerne, in media, due o tre ristoranti, un paio di bar e una gelateria; se si è trovato bene, tende a ritornare nei soliti posti e a non sperimentarne di nuovi. “Ciottolando con Gusto” invece permette di acquisire, nel giro di due giorni, una conoscenza molto più estesa dell’offerta locale: venti attività tra ristoranti, bar, gelaterie che, suddivise per gusto (salato, piccante, e dolce) permettono una toccata e fuga delle loro offerte gastronomiche e la presentazione al pubblico del locale.

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Orgoglio Palermitano

L’apertura a Milano dell’Antica Focacceria S. Francesco, locale storico della gastronomia palermitana e simbolo dell’anti-mafia, ha raccolto intorno a sé i tanti siciliani che lavorano nel capoluogo lombardo

Daher verwundert es kaum, dass die Eröffnung eines klassischen Lokals in Mailand mit großer Begeisterung der in Norditalien lebenden Sizilianer gefeiert wurde. Die sizilianische „Antica Focacceria San Francesco“ setzt ein Denkmal an die kulinarische Tradition und stellt zugleich ein Symbol für das ehrliche und fleißige Sizilien dar, welches sich gegen die Mafia stellt. Wie jeder Sizilianer, ist auch der Palermitaner seinem Land, den Traditionen und der lokalen Küche sehr stark verbunden.

Gianfranco Caccamo

A chi capita di viaggiare in aereo tra Palermo e il “continente” salito sull’aeromobile non potrà non sentire un forte ciavuru, ovvero un odore, proveniente dalle confezioni gelosamente custodite da molti dei passeggeri. Il palermitano che vive “fuori” o che va in trasferta, infatti, non può fare a meno di portare con sé le prelibatezze culinarie conosciute e apprezzate in tutto il mondo, dai dolci come i cannoli e la cassata, ai cibi da strada, come le arancine (da non confondere con gli arancini catanesi, il palermitano potrebbe infatti offendersi per un “errore” simile). Non c’è da stupirsi allora se l’apertura nel capoluogo lombardo dell’Antica Focacceria S. Francesco, locale storico

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Da Palermo a Milano ed ora anche oltre

Intervista a Vincenzo Conticello, titolare dell’Antica Focacceria San Francesco

In August haben wir in Palermo Vincenzo Conticello getroffen. Erbe einer der ältesten Dynastien der palermitanischen Gastronomie, Conticello hat uns seine Pläne verraten, in den nächsten Jahren circa hundert „Antiche Focaccerie“ auf der ganzen Welt zu eröffnen, auch in München. Es handelt sich um ein Plan, der den Ziel hat, die gesunde und ehrliche sizilianische Kultur zu exportieren, und eine Weltkette von 100%-igen italienischen Restaurants zu schaffen.

Gianfranco Caccamo

In un caldo pomeriggio di metà agosto abbiamo incontrato nella suggestiva piazza San Francesco d’Assisi di Palermo Vincenzo Conticello, uno dei titolari dell’Antica Focacceria San Francesco, per farci raccontare i progetti futuri: primo in ordine di tempo, e sulla scia del successo già ottenuto nei mesi scorsi, l’apertura di un nuovo locale nel cuore del capoluogo lombardo previsto per il giorno 15 novembre.

 

INTERVenti (IV): L’inverno scorso siete arrivati a Milano. Come siete stati accolti?

 

Vincenzo Conticello (VC): A febbraio abbiamo fatto il nostro debutto nella città lombarda che ha dato un ottimo e immediato risultato protrattosi in tutti i mesi successivi. Un successo determinato non solo dalla continua frequentazione dei siciliani, in particolare dei palermitani, residenti in Lombardia – che ci hanno subito considerato loro punto di riferimento e d’incontro a Milano – ma anche dalla buona accoglienza dei non siciliani che si sono avvicinati volentieri alle nostre proposte e ai nostri gusti. Per cui hanno sostituito magari un carpaccio di vitello con uno di pesce spada o di tonno, un risotto alla milanese con gli “anelletti” al forno (alla palermitana), una lasagna con la pasta “alla norma”.

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Sicilia bedda

Viaggio nella Sicilia meridionale alla scoperta di una terra ricca di arte e cultura che cela storie e voglia di riscatto e rinascita

Die Reise führt uns in den südlichsten Teil Siziliens. Ein Gebiet, in dem sich Städte im Barockstil befinden, welche von der UNESCO auf die Liste des Welterbes gesetzt worden sind. Besonders sehenswert ist das historische Zentrum von Ragusa Ibla, das als Bühnenbild für viele Filme gedient hat, wie beispielsweise „Der Kommissar Montalbano“. Hier findet alljährlich die sogenannte „Ibla Buskers“, das Fest der Straßenkünstler statt. Es ist ein Ort an dem sich Geschichten und Leidenschaften kreuzen. Dieser Ort lässt begreifen, dass Sizilien seit Jahrhunderten eine Schmiede multiethnischer Kulturen ist.

Gianfranco Caccamo

A metà ottobre ogni anno nella Sicilia orientale si svolge la Ibla Buskers, Festa di artisti di strada. Lo scenario è quello del centro antico di Ragusa, straordinaria cittadina dichiarata patrimonio mondiale dall’Unesco, nonché luogo in cui vanno in scena le storie televisive che hanno come protagonista il Commissario Montalbano, il noto personaggio uscito dalla penna di Andrea Camilleri. Ragusa Ibla è un posto davvero unico, nel quale per una settimana intera si ritrovano saltimbanchi, musicisti, mangiafuoco, attori per dar vita a spettacoli e attrazioni lungo le stradine barocche. I vicoli, le piazze e i giardini al calar della sera si animano di spettatori rapiti dai lampi, dai cerchi di fuoco, dalle melodie e dai movimenti scenici.

A far da sfondo alle performance, le facciate barocche slanciate verso la luna con i loro ghirigori decorativi. A svettare su tutto l’abitato sono il cupolone e la facciata del duomo di San Giorgio, che fa bella mostra nella piazza principale dietro al filare di palme che rendono lo scenario ancor più esotico. Uno scenarioesplosivo che si ripete piazza dopo piazza, chiesa dopo chiesa, via dopo via.

Una scenografia architettonica unica al mondo dietro alla quale si nascondono storie inaspettate, amore e passione per una terra ricca di cultura, scaldata dal sole e animata da un desiderio di emergere. All’ombra degli edifici barocchi, all’interno di bar, botteghe e ristoranti, non si può che fare incontri unici ed emblematici di una terra, di una Italia, che a volte riesce ancora a sorprendere.

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Mediterraneo in festa con la XIV edizione di Marinando 2009

Sette giorni di teatro e video dedicati al mare che ha coinvolto studenti italiani insieme a ragazzi della Libia, della Tunisia, del Portogallo

Serena Bartezzati

Si è conclusa il12 settembrela XIV edizione di “Marinando”, il festival internazionale dedicato alla cultura e alle tradizioni del mare e della pesca. Marinando è una campagna promossa dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, rivolta agli studenti delle scuole primarie di secondo grado (studenti di età compresa tra gli 11 e i 14 anni) di tutta Italia. Le scuole ricevono l’invito a partecipare a due concorsi:

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Essere venexian (1)

Von den Voraussetzungen, Venezianer zu werden

Chi vuole capire veramente Venezia, e magari desidera anche viverci, deve rendersi conto che questa città è ben più di una mèta turistica. La Repubblica Marinara di Venezia è stata per più di mezzo millennio il fulcro del potere politico ed economico del “mondo” di allora. Un successo basato sulla capacità di costruttori navali di grande genio, audaci marinai e abilissimi commercianti. Il risultato non va misurato soltanto a livello economico ma anche politico: Venezia, priva di una Costituzione scritta, di partiti, sindacati, corporazioni e senza un proprio esercito, è stata l’unico stato a non aver conosciuto conflitti interni. Chi oggi desideri conoscere questa città, magari anche viverci, dovrebbe prima conoscere la sua storia, la sua lingua ed avvicinarsi con dovuto rispetto e ammirazione alla miraculosissima serenissima.

Uwe Fabritzek

Dass Venezia einzigartig ist, wissen Sie ja schon aus meinem ersten Artikel. Aber worauf begründet sich diese Einzigartigkeit? Über das Phänomen der „Venezianità“ gibt es unzählige Beiträge, die sich zumeist mit dem Venezia seit 1797 beschäftigen. Diese Betrachtungsweise aber reicht nicht aus: die Position und Geltung Venezias liegt vielmehr in seiner herausragenden Stellung in der Weltgeschichte begründet: Dieses an sich kleine, nie mehr als 150.000 Einwohner zählende Stadtstaat hat über viele Jahrhunderte Weltgeschichte bestimmt und geschrieben! Das venezianische Einflussgebiet reichte im Osten über den gesamten Balkan und Griechenland, Konstantinopel und weit über das Kaspische Meer hinaus bis nach Tana- Endpunkt der Karawanen aus China wie Sibirien. Im Süden über Kreta und Zypern bis Beirut, von Alexandria bis Tripoli und Algier und im Westen gingen die Handelsrouten über Sizilien, die Balearen nach Portugal, Flanden, England und Nordeuropa.
Der vorausschauenden und umsichtigen venezianischen Politik war es gelungen, Venezia zum Welthandelszentrum schlechthin zu werden- vor allem für Gewürze, Stoffe, Gold- und Silberwaren, Tee und Kaffee. Dies gegen den Widerstand vieler Konkurrenten, vor allem den Der Seerepublik Genua, das einen hundertjährigen Krieg gegen die Serenissima führte.
Der ungeheure Reichtum, den dieser Handel für Venezia brachte war Ergebnis einer zielgerichteten Politik, die mit gesicherten „mude“, also Handelsfahrten durchgeführt wurden, die praktisch nach „Fahrplan“ (!) stattfanden. Zur Veranschaulichung:

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Venezia trionfante!

Von Aufstieg und Herrlichkeit, Untergang und Unsterblichkeit der „Miraculosissima Serenissima Venezia“

Uwe G. Fabritzek

“Venezia! Venezia! Quanti miti hanno affollato la tua storia. Quante illusioni, quanti sogni, quanti desideri inespressi. Da dove viene, dove vai, chi sei, cosa sei...“

(Venezia! Venezia! Wie viele Mythen haben deine Geschichte begleitet. Wie viele Illusionen, wie viele Träume, wie viele unausgesprochene Wünsche. Woher kommst du, wohin gehst du, wer bist du, was bist du...).

Mit diesen Worten beginnt Marcello Brusegan seine eben erschienene „Storia insolita di Venezia“. Und in der Tat: Über keinen anderen Staat gibt es so zahlreiche mystisch überhöhte Darstellungen wie über Venezia.

Autoren aller Herren Länder preisen einen „idealen“ Staat, regiert von weisen Staatsführern inmitten eines sagenhaften Reichtums in einer Stadt, die „einzigartig auf der Welt… ist“ (Goethe).

 

(2007-2 pag 19)

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Ascesa e declino della Serenissima

Quella di Venezia è la storia di un’ascesa irresistibile a superpotenza e di un inesorabile declino

Uwe. Fabritzek (Trad. Egle Maguolo Wenzel e Gianni Minelli)

Nel corso di secoli nella laguna di Venezia si era insediata una comunità eterogenea che viveva di pesca, di caccia e dell’estrazione di sale, in continua lotta per la sopravvivenza. Da questo nucleo originario si sviluppò più tardi Venezia.

Più mercanti che guerrieri, più marinai che politici, guidati da saggi capi, i veneziani riuscirono a creare un gigantesco impero commerciale, che si estendeva dall’Europa sudorientale fino alla Siberia, all’Asia centrale e alla Cina. Grazie ad una tecnica navale avveniristica, sviluppata segretamente all’interno dell’Arsenale, le navi veneziane dominavano i mari e i mercanti veneziani l’attività commerciale.
La storia di questa comunità che mai si lasciò dividere in fazioni, partiti o congregazioni è veramente straordinaria: per più di 1000 anni non ci furono conflitti interni ed il bilancio non fu mai in deficit. Le arti e l’artigianato vissero un lungo periodo di splendore e, grazie alla ricchezza ricavata dall’attività commerciale, Venezia diventò un gioiello architettonico senza eguali.

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Der Mythos Venezia

Uwe G. Fabritzek

Um sich dem „Mythos Venezia“ zu nähern, ist es sinnvoll, diese Mythen nach ihrem Inhalt zu untersuchen. Dabei lassen sich folgende Kategorien unterscheiden:

- Die Mythen über die Entstehung Venezias

Flavio Magno Aurelio Cassiodoro (494- ca. 583) begründet die Mythen über Venezia mit seinem berühmten Brief von 537, erstes schriftliches Zeugnis über Venezias frühe Geschichte, mit seiner Beschreibung des Lebens in der Lagune.

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Zur Geschichte Venezias

Uwe G. Fabritzek

Die Ursprünge

Archäologische Funde beweisen eine sehr frühe Besiedlung der Lagune und ihres Hinterlandes. Statuen, Bronzen und Keramiken zeugen vom Handel mit Etruskern, Arabern, Griechen und anderen bereits in paläovenetischer Zeit. Be der Bevölkerung ist zwischen den Bewohnern des Festlandes und denen der Lagunengebiete zu unterscheiden. Die Paläoveneter besiedelten die Region des heutigen Trentin, des Gardasees und Veronas bereits 1500 Jahre bevor Eneter (Veneter) aus dem kleinasiatischen Paflagonien (dem Gebiet um Troja) ca. 1900 v. Chr. bis zu den euganeischen Hügeln, den Hochebenen von Asiago und Asolo vordrangen. Herodot (484 - 425 v. Chr.) und andere gaben bereits früh Zeugnis von dieser Entwicklung.

Unter den Römern wurde dieses Gebiet zur „X Regio Venetia et Histria“. Die Veneter unterstützten Rom unter anderem im Kampf gegen Hannibal. Wichtige Strassen wurden gebaut, so die „Via Postumia“, die „Via Annia“ oder die „Via Claudia Augusta Altinate“. In der langen Zeit der Pax Romana wurden zahlreiche Städte gegründet, darunter Verona, Padova, Este, Adria (Namensgeber der Adria!), Treviso, Udine, Oderzo. Auch Equilus, heute Jesolo, gehört dazu und weist wie Cavallino auf deren Bedeutung für die Pferdezucht hin.

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Ein  Besuch bei Don Camillo

Brescello, eine kleine Stadt in der Emilia, fungierte in den Fünfziger Jahren als Drehort für die bekannte Reihe der "Don Camillo Filme". Heute ist sie deshalb zu einem beliebten Freilicht-Filmmuseum geworden

Nella tranquilla cittadina emiliana sulle rive del Po, si passeggia rivivendo ad ogni angolo scene degli indimenticati film con Fernandel e Gino Cervi

Helmut Stierstorfer

Als großer Freund der Don Camillo und Peppone Filme schenkte mir meine Frau zum 40. Geburtstag eine Reise in den Ort in Italien, wo alle fünf dieser Filme gedreht wurden – Brescello in der Poebene.Die Anreise mit dem Auto ging über die Brennerautobahn bis Mantua und von dort dann entlang des Po nach Westen. Brescello selbst erschien mir überraschend klein, hat aber doch über 5000 Einwohner.
Von unserem Hotel am Ortsrand ist man nach ein paar Schritten bereits im Ortszentrum, der „Piazza Matteotti“. Hier stehen sich die Ortskirche „Santa Maria Nascente“ und schräg davor das Rathaus gegenüber. Wie wir später im Museum lernen konnten, war eben diese räumliche Situation mit ausschlaggebend für die Wahl von Brescello als Drehort, da sich so der Gegensatz zwischen dem Pfarrer und dem kommunistischen Bürgermeister besonders gut darstellen ließ. 
Auf der Piazza stehen sich auch zwei moderne Bronzestatuen der Protagonisten der Filme gegenüber. Außerdem gibt es hier ein Caffé Don Camillo und eine Bar Peppone. Während eines kleinen Spaziergangs durch den Ort trifft man immer wieder auf ausgestellte Filmrequisiten, sowie Ecken und Gebäude, an denen einzelne Szenen gedreht wurden, teilweise sind diese auch mit informativen Schildern versehen.

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Das Venedig von heute

Uwe Fabritzek

Der Besucher von heute kommt entweder mit dem Flugzeug, dem Auto oder der Eisenbahn nach Venezia. Mit dem Pkw oder dem Bus (vom Flughafen) kommt er zur Piazzale Roma, Endstation für jeglichen Autoverkehr. Alle Züge enden am Bahnhof Santa Lucia, direkt am Beginn des Canal Grande.
Man informiert sich besser vorher anhand eines Stadtplans, wo das gebuchte Hotel liegt und wie es zu erreichen ist - zu verwirrend ist meist der Trubel bei der Ankunft.
Von der Piazzale Roma wie der Stazione führen die Linien 1 und 82 der Vaporetti durch den Canal Grande zum Lido di Venezia. Die meisten Hotels sind vom Canal Grande gut zu erreichen - aber nur die Linie 1 fährt alle Haltestellen an!

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L'arsenale - l'arma segreta della "Serenissima Venezia"

Die Geschichte der einst grössten Schiffswerft der Welt

La prima pietra dell’Arsenale di Venezia fu posta nel 1104 sotto il dogato Ordelaf Falier (1102-1118). Lo scopo dell’Arsenale era quello di dare a Venezia un complesso cantieristico per la costruzione e alla riparazione di navi nelle immediate vicinanze della città. Il complesso si era reso necessario non solo per supportare il sempre più fiorente commercio ma anche per i trasporti commissionati ai veneziani in relazione alle crociate.

Tre sono le fasi che hanno portato alla realizzazione dell’Arsenale:

- nel 1104 fu costruito l’”arsenale vecchio”

- nel 1304 l’”arsenale nuovo” con le corderie e

- nel 1472 l’”arsenale nuovissimo grande”

Fin dall’inizio l’Arsenale era sottoposto alla direzione e controllo politico del Gran Consiglio. .

Dal 1276 la direzione dell’”Arsenale” era nelle mani dei tre “patroni dell’arsenal”, nel 1442 furono istituiti i “provveditori dell’arsenal”. Questi avevano il compito di controllare e coordinare i “patroni”, a loro subordinati. Tanto “patroni” come “provveditori” facevano parte della nobiltà e restavano in carica per 32 mesi e rispettivamente 16 mesi.

Nel 1571 venne istituita la figura del “masser”, il quale, ogni mese, era tenuto a riferire al Senato del lavoro dei “patroni” e doveva, inoltre, annotare su di un “quaderno grando” ogni movimento di denaro o di merce.

Gli “stimadori” erano invece protomastri con determinati funzioni di controllo tra cui quello dei legni acquistati o dei prodotti finiti.

Gli “appontatori” poi avevano il compito di tenere la contabilità per la remunerazione dei mastri e degli apprendisti che venivano pagati giornalmente. Oltre a ciò essi controllavano molto severamente le presenze, i ritardi e il rispetto dell’orario di lavoro.
Gli “arsenalotti”, come furono chiamati sin dall’inizio gli operai e gli artigiani, erano il cuore dell’Arsenale. Diventarono una vera ”aristocrazia operaia” e si autodefinivano una “grande famiglia”.
Godevano di tutta una serie di privilegi, tanto personali quanto istituzionali, come per esempio di un posto di lavoro praticamente “a vita” e di alloggi gratuiti nelle vicinanze dell’Arsenale.
Assumevano compiti normalmente riservati ai vigili del fuoco o alla polizia, come per esempio sorvegliare la zecca. Mettevano inoltre a disposizione le guardie per le sedute del Gran Consiglio, nonchè la guardia d’onore durante i funerali del doge. Nel 1629 fu istituito anche un “libro d’oro” degli arsenalotti.
La direzione tecnica dell’arsenale era nelle mani dell’”ammiraglio” o “armiraglio”, eletto a vita dai “protomastri”, che era  responsabile dello svolgimento dei lavori come anche dei materiali necessari alla costruzione e  riparazione delle navi.
I  “protomastri” erano responsabili dei settori di produzione. I quattro più importanti erano i “marangoni”, i “calafatti”, gli “albornti” ed i “remeri”. I quattro protomastri, assieme all’ammiraglio, costituivano il consiglio tecnico dei patroni e dei provveditori.

 

Uwe G. Fabritzek


Das Arsenale gehörte zu den am besten geschützten Geheimnissen der Serenissima - was mit dazu beigetragen haben mag, dass sich zahllose Mythen und Legenden um die venezianische Waffenschmiede - zugleich erste industrielle Produktionsstätte von Schiffen überhaupt - und Zeughaus bildeten.Das Wort „Arsenale“ kennt viele Väter- nach Sansovino stammt es von „arx Senatus“ (Festung des Senats), Dante nennt es „arzanà“, doch wahrscheinlich stammt es vom arabischen „darsina’a“ oder „dar-as-sinà’ha“ - Haus der Handwerker (Tarsanà in Sizilien, Darsanalis in Ligurien).
Nur wenigen hochgestellten Gästen Venedigs wurde ein Besuch im Arsenale erlaubt, so Dante Alighieri 1321, nach dem er die berühmten Verse in seinem „Inferno“ formulierte:
„Quale nell’Arzanà de’Viniziani/ Bolle l’inverno la tenace pece/A rimpalmar li legni lor non sani” (XXI Gesang) (Die im Arsenale der Venezianer/ Im Winter den Teer kochen/ Um das beschädigte Holz zu reparieren).

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Mart - Das Wunder von Rovereto

Ein überraschend modernes Museum in einer alten Stadt lässt immer mehr Autofahrer nach Rovereto abbiegen

Una visita a Rovereto per ammirare un grande museo d’arte moderna. Posto tra due palazzi del 1800 nella pittoresca cittadina presso Trento, il MART colpisce per la sua linea architettonica modernissima e ardita, opera dell’architetto Mario Botta: sotto la gigantesca cupola di vetro dell’agorà ci salutano le sculture di Mimmo Paladino. L’interno del museo, la cui superficie lo pone tra i più grandi del mondo, ci offre una prestigiosa collezione di opere moderne dedicate in gran parte al futurismo.

Jurczyk Jerzy

Auf dem Weg durch das Etschtal in Richtung Gardasee liegt 24 km südlich von Trient die altertümliche Stadt Rovereto mit ihren engen Gassen. Maulbeerbäume zeugen heute noch von der Grundlage ehemaligen Reichtums, der Seidenraupenzucht. Bemerkenswert sind die Herrenhäuser, die Paläste an der Piazza Rosmini und die pittoresk anmutende Altstadt. Trotzdem rasen tausende Autos jede Stunde an Rovereto vorbei. Man will schnellstens das Ziel - Milano, Torino, Rom oder die Strände an der Riviera und in Calabria - erreichen. Bei der Rückfahrt auf der gestaunten Autobahn denkt man über die Kilometer nach, die noch vor München, Hamburg oder Berlin liegen.

Seit zwei Jahren biegen aberimmer mehr Autofahrer nach Rovereto ab. Es hat sich herumgesprochen, dass sich das – besonders für die Kunstinteressierten - lohnt. Vor zwei Jahren, im Dezember 2002,wurde nämlich in dieser subalpinen Kleinstadt das Museum für Moderne Kunst eröffnet. Es ist eines der schönsten und interessantesten Museen Europas und besitzt eine Größe, die mit dem San Francisco Museum of Modern Art vergleichbar ist. Kein Wunder, dass man staunt, wenn man an die bescheidenen Dimensionen einer Stadt wie Rovereto denkt. 50 Millionen Euro hat die Provinz Trient als Bauherr aus eigener Kraft für das Projekt aufgebracht – ein nennenswertes Beispiel ambitionierter Kulturpolitik.

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