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Il Greco antico e il lessico scientifico italiano
(I parte)

Logos e Mythos

Laura Benatti

Como, 12 settembre 2017.
Proprio grazie all’enorme influenza che il Corpus Hippocraticum ha avuto sulla medicina antica e questa su quella medievale e moderna, la terminologia medica anche attuale è essenzialmente di origine greca. Dal Greco derivano i nomi delle fasi dell’indagine e dell’agire del medico. Dal Greco derivano i nomi delle categorie di farmaci. Dal Greco derivano i nomi delle branche della medicina. Dal Greco derivano i nomi delle malattie. Dal Greco derivano i termini entrati nel linguaggio comune, ma che in origine avevano un significato diverso dall’attuale. Dal Greco, infine, derivano i nomi delle parti del corpo, conservati in termini perlopiù composti.

Il Greco antico è certamente un idioma che oggi non si parla né si scrive più ma, rispetto alle nostre lingue contemporanee, possiede un bagaglio lessicale particolarmente ricco (oltre 85.000 lemmi). Gli antichi prosatori e poeti greci esprimevano la propria genialità non solo attraverso nuovi contenuti, ma anche tramite l’arricchimento del linguaggio con neologismi risultanti dall'accostamento di due o più radici o dall'aggiunta di prefissi o di suffissi ad una radice preesistente. Queste parole nuove erano comunque comprensibili anche ad un pubblico non particolarmente colto, poiché poggiavano sempre su radici il cui significato era noto a tutti.

Partendo dalla premessa di un bagaglio lessicale così ricco e così preciso e dalla unanime constatazione che grandissima parte dei termini scientifici in italiano, ma anche in inglese e in altre lingue, derivano dal greco antico, ecco evidente agli occhi di tutti la necessità di conoscere ed eventualmente apprendere tali lemmi, facendo riferimento, appena possibile, alla loro matrice ellenica. L’abitudine sistematica a identificare nel lessico scientifico italiano le radici greche dovrebbe essere incoraggiato in quanto rende possibile la comprensione di molte parole, ne facilita la memorizzazione e, vantaggio non irrilevante, fa apparire in qualche modo più attuale e utile anche dal punto di vista pratico il riferimento ad una lingua così lontana nel tempo.

I principali prefissi dei termini scientifici derivati dal greco

Greco: “a, an” = italiano: “a”, indica rispetto al termine cui viene apposto: 'mancanza', 'privazione' 'negazione'.
Esempi:
Anemia: una condizione caratterizzata dalla diminuzione della quantità di emoglobina totale presente nell'organismo; inglese: ”anaemia”.
Acefalo: privo di testa;
Asintomatico: una malattia asintomatica è una malattia che non presenta sintomi; inglese: ”asymptomatic”

Se “a, an” è molto deciso, netto, il prefisso greco ”dys”, italiano “dis”,indica ciò che i Greci avevano profondamente in odio, cioè la mancanza di armonia.L’ideale greco arcaico e classico in ambito morale, religioso, artistico, estetico è legato sempre all’idea di “kόsmos”, cioè di “ordine” che fin dai tempi più antichi loro vedevano in opposizione al “kháos”, ovvero “confusione”.In origine tuttavia, in particolare nella “Teogonia” di Esiodo (VIII/VII a.C.), tale lemma non aveva l'attuale connotazione di "disordine" che si ritrova nella parola d'uso comune, ma indicava "spazio aperto, voragine, "fesso, fenditura, burrone", quindi, simbolicamente, "abisso, tenebre, oscurità”.
Tutti gli eroi omerici, con l’unica eccezione dell’orrendo Tersite, sono caratterizzati da “kalokagathía”, ovvero da “armonia” interiore ed esteriore, da bellezza morale e da equilibrio delle membra del corpo, cioé secondo loro dalla vera bellezza.
Ora il prefisso greco “dys”, italiano”dis”, rappresenta l’esatto contrario di ciò che è armonia, ordine, equilibrio, giusta misura, kόsmos, ovvero indica sempre alterazione, degenerazione, anomalia.
Tra i termini scientifici italiani composti da tale prefisso, possiamo ricordare:
Distrofia: una degenerazione, deterioramento strutturale e funzionale relativa ad un organo o un tessuto; inglese: “dystrophy”, “degeneration”.
Dispnea: una respirazione difficoltosa, irregolare; inglese: “Dyspnea”
Dislessia: indica una difficoltà di grado lieve, medio o severo nella lettura e nella comprensione delle parole; inglese” Dyslexia”.

Al contrario il suffisso greco”eu” indica assolutamente positività, benessere fisico e psicologico.
Esempi:
Eupnea: indica una respirazione normale per ritmo, frequenza e ampiezza dei movimenti di inspirazione alternati a quelli di espirazione, inglese “eupnea”. Tale sostantivo è legato etimologicamente alla parola greca “pneúma” che manifesta in senso proprio e figurato il respiro, il soffio, il vento, la brezza, l’esalazione di un odore, il soffio sonoro di uno strumento a fiato, ma anche l’ardore, lo slancio, l’entusiasmo. Si distingue dal greco “psyché” che indica invece l’anima separata dal corpo, l’ombra, lo spirito. Nei poemi omerici, quando un eroe sta spirando, la sua psyché esce o dalle narici o dalla ferita stessa che gli ha provocato la morte, per andare a raggiungere il regno dei morti. In Omero è un soffio che abbandona il corpo con la morte e ha la consistenza dell'ombra che è capace di sopravvivere nell'Ade senza, però, svolgere alcuna attività.
Euritmia: è la caratteristica di un polso regolare e sincrono con le pulsazioni regolari del cuore, inglese “eurythmy”. Troviamo la parola greca “rythmόs” nel poeta greco Archiloco (680 a.C./645 a.C.) nella famosa lirica dedicata al suo cuore a cui si rivolge in uno splendido monologo:
“Mio cuore, turbato da affanni senza rimedio,
sorgi, difenditi, opponendo agli avversari
il petto; e negli scontri coi nemici poniti, saldo,
di fronte a loro; e non ti vantare davanti a tutti, se vinci;
vinto, non gemere, prostrato nella tua casa.
Ma gioisci delle gioie e soffri dei dolori
non troppo: apprendi la regola che gli uomini governa”.
“La regola che gli uomini governa” è appunto il “rythmόs”
Eutrofia: indica lo stato di buona o comunque normale nutrizione di un tessuto o di un organo, inglese “eutrophy”, uno stato di buona salute quindi che ci auguriamo di avere tutti.

 

 

 

 

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