Lettres italiennes, 
rubrica a cura di Corrado Conforti

Corrado Conforti, nato a Roma nel rione Castro Pretorio (a due passi da stazione Termini) ha studiato lingue e letterature straniere presso l'università la Sapienza (ancora a due passi da stazione Termini). Non ancora laureato ha cominciato a lavorare come insegnante di italiano per stranieri alla scuola Dilit di via Marghera (come sopra riguardo la stazione Termini). Siccome sempre a due passi da stazione Termini si trova anche il cimitero del Verano (dove riposa tutta la famiglia), prima del passo definitivo, nel 1991 ne ha fatto uno verso la suddetta stazione, salendo su un treno che lo ha portato in Germania, paese in cui da vent'anni vive lavorando come lettore di italiano presso l'università di Eichstätt.

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Vaccini

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Corrado Conforti

Monaco, 2 ottobre 2017.
Esattamente cinquant'anni fa (anno scolastico 1967-68) in questi giorni mi preparavo a frequentare il primo anno di liceo. L'istituto era lontano da casa per cui, per evitare di dover prendere due autobus (il secondo dei quali passava con scarsa frequenza) ricorrevo, come molti altri studenti, a un servizio privato di pullman. Quando salivo alla mia fermata, la prima persona che vedevo nella vettura era una ragazza della mia età che calzava uno scarponcino ortopedico. La poveretta aveva avuto la poliomielite, una malattia che proprio in quegli anni stava diventando rara, ma che evidentemente colpiva ancora. Stava diventando rara a causa dell'allora recente vaccino al quale anch'io, come i miei coetanei, qualche anno prima mi ero sottoposto.

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Buchi neri

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Corrado Conforti

Monaco, 15 luglio 2017.
“E qui comando io” cantava Gigliola Cinguetti negli anni '70. “A casa mia faccio quello che mi pare” sostengono in parecchi (dimenticando che la propria libertà, anche fra le quattro mura domestiche, non è infinita). “A casa mia io sono il Duce” sentii dire anni fa in tv da un energumeno ospitato in una di quelle tristi trasmissioni in cui le crisi di coppia diventavano spettacolo.

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La lupa del Campidoglio

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Corrado Conforti

Monaco, 7 giugno 2017.
Non sono mai stato un bambino irrequieto, eppure capitava che, se mi annoiavo (e questo capitava tutte le volte che i miei mi portavano in qualche posto in cui non volevo andare), cominciavo ad agitarmi. Mio padre, a volte divertito, ma di solito irritato, mi diceva allora “Me pari la lupa der Campidojo”. La lupa del Campidoglio la vidi poi in una domenica dei primissimi anni '60. Il ricordo, sebbene vago a causa dei decenni passati, ha tuttavia in un punto una sua nettezza. Rivedo, sulla parete tufacea della Rupe Tarpea, una povera bestia spelacchiata che si muoveva in una gabbia troppo piccola per lei. In quegli anni i sentimenti animalisti non erano diffusi, tuttavia ricordo la pena che mi fece quell'infelice animale; infelice come le altre bestie del giardino zoologico: gli orsi polari, costretti alle temperature a volte torride di Roma, e le scimmie, così simili a noi, che ripetevano sempre gli stessi movimenti, ad attestare la nevrosi sviluppata nel corso della cattività.

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Eroi

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Corrado Conforti

Monaco, 10 marzo 2017.
In un paese che non ha più niente (perché i suoi abitanti dal dopoguerra in poi hanno preso a distruggerlo, cancellando prati, insozzando fiumi e deturpando centri abitati), in un paese in queste condizioni si è tornati a parlare di eroi. L'occasione è stata la recente scossa di terremoto in Abruzzo con la slavina che ne è derivata, e che ha distrutto un intero albergo, e il conseguente intervento del soccorso alpino e dei vigili del fuoco.

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Ombra mai fu

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Corrado Conforti

Monaco, 25 gennaio 2017.
Da quando l'uomo ha avvertito la presenza in sé dell'animale che è stato per decine e decine di migliaia di anni, ha avuto una sola esigenza: rappresentarlo. Sono nati così i demoni che affollano il pantheon di ogni religione, tanti per quelle politeiste, uno sostanzialmente per quelle monoteiste: Satana, nome che nell'antico ebraico ha il significato di “avversario”.

Nel corso del romanticismo, ossia di quel fenomeno culturale che rivalutò i sentimenti (per tanto tempo temuti e osteggiati a causa della loro portata eversiva) fiorì nell'Europa del nord una produzione letteraria in cui quell'essere “altro” si manifestava, assumendo a volte forme orribili, come ad esempio quelle dell'uomo patchwork del Frankenstein di Mary Shelley, altre volte quelle di un “doppio” del protagonista, ossia di un fratello (vedi Il signore di Ballantrae di Robert Louis Stevenson), di un sosia (vedi William Wilson di Edgar Allan Poe), oppure di una parte della stessa persona (vedi il celeberrimo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde del già citato Stevenson). Nel 1814 lo scrittore tedesco di origini francesi Adelbert von Chamisso pubblicò un breve romanzo di grande successo Storia straordinaria di Peter Schlemihl il cui protagonista, Peter Schlemihl appunto, vende a un misterioso personaggio (che si rivela essere poi il diavolo) la sua ombra, simbolicamente cioè la parte oscura di sé, quasi un residuo della notte che sopravvive nella luce del giorno. Del fortunato romanzo di Chamisso si ricordò forse Hans Christian Andersen nel 1847 scrivendo L’ombra, una favola in cui l'ombra di un filosofo di non troppa fortuna si separa dal suo padrone, invertendo poi con esso i ruoli e condannandolo alla fine a morte in modo da liberarsi di uno scomodo testimone della sua ascesa sociale. Ancora di Chamisso deve essersi ricordato anche James Matthew Barrie che in Peter e Wendy fa perdere al suo Peter Pan l’ombra, quella che poi Wendy (chi non ha letto il romanzo ricorda forse il bellissimo cartone animato di Walt Disney) gli riattacca ai piedi con ago e filo.

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Sassi

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Corrado Conforti

Trevignano romano, 18 agosto 2016
 - "Come sassi noi siamo / inerti e inamovibili”.
Così cantava alla fine degli anni '60 un cantautore di non molto successo. Che i sassi siano inerti, è fuori discussione; che siano anche inamovibili è invece palesemente falso. Ne sa qualcosa il povero Golia che un sasso tutt'altro che inamovibile ricevette in piena fronte dalla fionda di Davide.

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Volemose bene

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Corrado Conforti

Monaco, 13 luglio 2016.
“Volemose bene”. Così nel 1944 Filippo Andrea VI Doria Pamphili concluse il suo primo discorso da sindaco di una Roma appena liberata dagli alleati.
Quella locuzione vernacolare nella bocca di un principe rimase proverbiale e ancora oggi viene citata da chi spesso non sa nemmeno dell'esistenza di colui che la rese celebre. L'appello ai buoni sentimenti comunque non stonava in giorni in cui si cominciava a risanare le ferite lasciate da un conflitto ancora in corso e che nel nord d'Italia si era intanto trasformato in guerra civile. Il principe Pamphili poi era uomo troppo sobrio per concedere sia pure un nonnulla alla retorica, specialmente dopo che per vent'anni se n'era fatto spreco. 

Il suo esempio purtroppo non venne seguito e solo quattro anni dopo, nel corso di una campagna elettorale che fu (verbalmente) una delle più violente che si ricordi, i toni si accesero, con il conseguente ricorso al repertorio più scontato e anche più becero della tradizione melodrammatica italiana. “Madre! Salva i tuoi figli dal bolscevismo!”, recitava un manifesto di quei giorni, dal quale allo stesso tempo si stagliava una giunonica madre italica curva a proteggere i suoi due pargoli, come lei di bianco vestiti, dalle affluenti schiere comuniste.

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I parchimetri di Trevignano 

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Corrado Conforti

Monaco, primo maggio 2016.
Trevignano Romano è un ridente paesino (si sarebbe detto una volta) in provincia di Roma, disteso (parla ancora la vecchia retorica) sulle sponde del lago di Bracciano. È un luogo certamente idilliaco (vedi parentesi precedente) specialmente lontano dalla stagione turistica, quando la popolazione (circa cinquemila abitanti) se proprio non raddoppia, poco ci manca.

Trevignano vive di piccolo commercio, di turismo e anche delle pensioni dell'agiata enclave romana che lì si è trasferita e che potete incontrare tutto l'anno seduta sulla terrazza del centrale bar Ermete.

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La lingua del bail in

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Corrado Conforti

Monaco, 24 gennaio 2016.
A Roma il crollo di una parte di un edificio sul lungotevere Flaminio ripreso dalle telecamere e “postato”, come si dice col consueto anglicismo, sul sito di La Repubblica ha avviato l'altrettanto consueto dibattito. Uno dei partecipanti al forum si è risentito perché le immagini, mostrando un armadio sventrato, ne rivelavano il contenuto: cravatte e (forse) giacche avvolte in sacchi di plastica. “Che è 'sta roba? - ha commentato - La privacy non esiste più? Hanno già subito una disgrazia, chi vuole fare il voyeur può andare sotto il palazzo, ma un video che spia dentro casa, no, proprio non si sopporta”.

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Vendemmia amara

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Corrado Conforti

Monaco, 14 ottobre 2015.
E pensare che avrei potuto correrlo anch'io quel rischio. L'avrei potuto correre, se fossi stato nel paese sbagliato. Per fortuna però ero in quello giusto.

Mi rendo conto che questo incipit può farvi venir voglia di abbandonare la pagina. Vi chiedo invece di rimanerci. Verrete a conoscenza di una storia assai istruttiva sul paese nel quale sono nato e in cui forse siete nati anche a voi. Prima però voglio parlarvi della mia esperienza.

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Filologia

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Corrado Conforti

Monaco, 25 luglio 2015.
L'etimologia è la scienza che studia l'origine e la storia delle parole. Il termine viene dal greco ἔτυμος étymos, "vero, reale, genuino (significato della parola)" e da λόγος lógos, "discorso".

Questa è la definizione che Wikipedia fornisce di etimologia; etimologo è poi il termine con cui dovrebbe essere indicato chi di tale disciplina si occupa, ma al quale si preferisce, nella vulgata corrente, quello di filologo. Ebbene la recente questione greca e le discussioni che questa ha generato mi hanno fatto scoprire che il nostro, oltre a essere (come ricorda la testata del Palazzo della civiltà italiana a Roma) “un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori“, lo è anche di filologi.

Mi è bastato infatti seguire alcuni talk show sui canali televisivi italiani nonché la trasmissione “Prima pagina“ su Radio 3 per scoprire che nessuno dei nostri politici (non particolarmente famosi per la loro cultura) né dei loro elettori (altrettanto poco eruditi, altrimenti non avrebbero tali rappresentanti) ignora l'etimologia della parola democrazia, che è termine greco avente il significato di  “governo del popolo”, derivando da δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere.

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Il Celeste

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Corrado Conforti

Monaco, 20 giugno 2015.
«Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre, / non la tua conversion, ma quella dote / che da te prese il primo ricco patre!». Così Dante, di cui quest'anno ricorre il 750esimo anniversario della nascita, si lamenta nel XIX canto dell'Inferno di quella che è passata alla storia come la “donazione di Costantino”, vale a dire del regalo della città di Roma che il grande imperatore avrebbe fatto nel 315 a papa Silvestro I.

Il padre delle nostre lettere non poteva saperlo, ma quel documento, come dimostrò poi in modo inequivocabile Lorenzo Valla nel 1440, era un falso risalente forse ai giorni in cui Carlo Magno venne incoronato a Roma imperatore dei Romani. A incoronarlo fu Leone III un astuto romano di modeste origini che, ponendo in capo al re dei Franchi la corona imperiale, sottoponeva di fatto il potere imperiale a quello papale. Si racconta infatti che Carlo, comprendendone la portata  politica, non fosse affatto contento della trovata di Leone.

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Dillo in italiano

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Corrado Conforti

Monaco, 22 aprile 2015.
Nel secondo capitolo dei Promessi Sposi il bravo ma impulsivo Renzo contrappone a quel pusillanime di don Abbondio (il quale cerca di confonderlo elencando in latino quelli che secondo lui sono gli “impedimenti dirimenti” al matrimonio del giovane), una frase che è diventata famosa: “Che vuol ch'io faccia del suo latinorum?” 

Il parroco, diventato simbolo di codardia, e di una codardia tutta italica, visto che è tipica di un popolo che prima si è inchinato ai prepotenti stranieri e poi a quelli nostrani, il mediocre curato dicevo cerca di confondere il promesso sposo ricorrendo a una lingua che il poveretto non capisce, ma al cui uso strumentale reagisce con irruenza. Il trucco del resto gli era noto, come era noto a tutti coloro che in quegli anni (quelli in cui si svolgono i fatti) dovevano sorbirsi in latino la stessa parola di Dio ripetuta durante le messe; e guai se provavano a leggersela da soli in una qualche traduzione della bibbia in italiano messa all’indice. Si pensi che la prima traduzione accettata da Santa Romana Chiesa è quella del 1780, appena nove anni prima cioè della Rivoluzione francese, curata dall’arcivescovo di Firenze Antonio Martini. 

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Lo skateboard

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Corrado Conforti

Monaco, 13 dicembre 2014.
Peccato che quando leggerete queste mie righe il Natale sarà passato. Comparissero invece al momento in cui scrivo, sono certo che potrebbero fornirvi una buona idea. Perché non si sa mai cosa regalare a Natale.

Con i bambini è facile: un giocattolo ed eccoli contenti. Anche con gli adolescenti il problema si risolve facilmente: se non si trova quell'oggetto o quel capo di abbigliamento che si pensa possa piacergli, gli si può sempre allungare qualche banconota, in modo che scelgano da soli quello che preferiscono. Tutto sommato anche gli adulti non creano troppe difficoltà. Caratteristica del regalo di Natale è infatti la sua assoluta inutilità. Importante è poter aprire un pacchetto sotto l'albero, fingere riconoscenza e ringraziare il donatore. Che poi quel profumo o quella cravatta o chissà che altro finisca in fondo a un cassetto o che venga riciclato alla Befana, non ha nessuna importanza.

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Dai diamanti non nasce niente?

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Corrado Conforti

Monaco, 29 settembre 2014
Amédée ou Comment s'en débarrasser,
così si intitola una commedia di Eugène Ionesco scritta giusto sessant’anni fa e andata in scena lo stesso anno al Théâtre de Babylone di Parigi.

La pièce, surreale come tutte quelle del drammaturgo franco-rumeno, racconta gli sforzi di una coppia per liberarsi di un cadavere il quale, aumentando continuamente di volume, invade gradualmente il loro appartamento. Comment s’en débarasser? Come sbarazzarsene?

I significati reconditi della commedia li lasciamo volentieri ai critici e ai lettori del celebre autore; quello che qui ci interessa è invece la trovata teatrale, l’immagine allegorica, vale a dire il cadavere ingombrante di cui occorre liberarsi.

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Il coraggio di Don Abbondio

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Corrado Conforti

Monaco, 5 agosto 2014
“Il coraggio, uno non se lo può dare” balbetta don Abbondio nel 25° capitolo dei Promessi Sposi al cardinale Federigo Borromeo che lo incalza con i suoi rimproveri per non avere il parroco celebrato le nozze di Renzo e Lucia ed essersi fatto intimidire dai bravi inviatigli da don Rodrigo.

La frase è diventata celebre al pari del personaggio, il quale è assurto a simbolo di quella mediocrità capace di banalizzare anche una missione (quale dovrebbe essere il sacerdozio) vedendone solo gli aspetto rassicuranti: la canonica, i pasti assicurati, l'intangibilità della propria persona. Quando quest'ultima sembra essere minacciata, il parroco dimentica i suoi doveri e china il capo alla prepotenza di un signorotto locale, pronunciando l'altra frase che al pari della prima ne evidenzia il temperamento codardo: “Disposto... disposto sempre all'obbedienza”.

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I marziani tra noi

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Corrado Conforti

Monaco, 19 maggio 2014.
Come, suppongo, la maggior parte di chi mi legge, neanche io ho mai creduto ai marziani; eppure da qualche tempo non ho più la stessa convinzione. Non perché li abbia visti atterrare da qualche nave spaziale o perché li abbia visti volare, ma perché mi capita sempre più spesso di leggerli. E sono anche sicuro di averne incontrato qualcuno.

Se poi incrociandone uno non ho fatto un passo indietro, è perché il loro aspetto non si differenzia affatto dal nostro. Né si differenziano le loro attività. Come noi lavorano, come noi guidano una vettura, come noi fanno la spesa. Diversamente da noi o comunque più di noi (e perfino più di me che mi abbandono spesso a questo vizio) i marziani scrivono. E provenendo da altri spazi e dunque, secondo la lezione di Einstein da altri tempi, annunciano anche una nuova era, che (e qui non sono originalissimi) sarà quella dell'oro.

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Perché oggi il sole non splende su San Pietro

Alessandro Gambaro

Roma, 27 aprile 2014.
Il Padreterno, che poi è l'azionista di riferimento del Vaticano, non è soddisfatto degli scatti di carriera ingiustificati che hanno gratificato la carriera di Papa Wojtyla e Papa Roncalli. Basti pensare che Papa Giovanni XXIII non ha fatto nemmeno il secondo miracolo, che pure è obbligatorio per qualunque passaggio di categoria. Invece Giovanni Paolo II ne ha fatti due (che è il minimo previsto) e sarebbe tutto regolare, se non fosse per il troppo poco tempo trascorso dal suo decesso.

La burocrazia celeste non è mica una roba da ridere! Intanto chiariamo che ci sono due livelli di santità: il primo si chiama "Beatificazione" e in pratica è una santità locale (vale solo per il paese dove uno è nato e per quello - se è diverso - dove ha vissuto), poi invece, al secondo livello, che si chiama "Canonizzazione", uno può essere considerato Santo da tutto il mondo, non solo da parenti e amici. Fino a qualche anno fa, al processo di Beatificazione e/o di Canonizzazione assisteva anche un "Avvocato del diavolo" (ora, con lo sviluppo dell'informatizzazione delle strutture giuridiche, questa posizione è stata abolita, e ci si affida alle community della "rete" di facebook, un pò come fa Grillo, per capirci).

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Sgarbato di professione

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Corrado Conforti

Monaco, 27 marzo 2014.
Avevo sei o sette anni quando, in una piazza poco lontano dalla casa dove allora abitavo, assistetti a una scenata fra due donne. Capii poco e vidi ancora di meno, dal momento che la folla, che presto si assembrò attorno alle due litiganti, mi tolse ogni visuale. Seppi dopo quello che era successo, quando mia madre, che mi teneva per mano, rientrando a casa raccontò il fatto a mia nonna. Litigavano le due a causa di un uomo. La moglie aveva aggredito l'amante e, così raccontava mia madre, le aveva gridato “Tu devi lasciare in pace mio marito!”. Al che l'altra aveva replicato “Sei tu che devi lasciarlo. Non sei degna di lui!”. Io in strada avevo percepito solo delle grida confuse; ricordo però perfettamente che un signore, allontanandosi, quando l'assembramento si sciolse, scuotendo la testa commentò in romanesco “Ma 'ste due nun se vergognano pe' gnente?”.

Erano altri tempi. Il boom economico era appena iniziato, ma i comportamenti e i valori erano ancora quelli dell'Italia borghese e piccolo borghese, quella per la quale il decoro e la sobrietà erano limiti che non dovevano mai essere superati. Un'italietta ipocrita e mortificante, intendiamoci e che certo non avrei rimpianto quando, negli anni '70, iniziai a vederla vacillare. Del resto come se ne poteva avere nostalgia? Era l'Italia del delitto d'onore e del reato di adulterio, quello per il quale Giulia Occhini, amante di Fausto Coppi, dovette scontare nel 1954 un mese di carcere. Era l'Italia che l'anno prima con ben 82 tagli aveva censurato un innocente film di Mario Monicelli “Totò e Carolina”, solo perché il grande De Curtis interpretava la parte di un celerino. Era il paese in cui nel 1965 la coraggiosa Franca Viola veniva additata come “svergognata” perché aveva rifiutato di sposare il suo violentatore. Era la nazione nella quale l'anno seguente alcuni studenti del liceo Parini di Milano vennero processati (e per fortuna poi assolti), perché sul loro giornale “La zanzara” avevano pubblicato un'inchiesta interna all'istituto avente come oggetto la sessualità dei giovani.

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Roghi

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Corrado Conforti

Monaco, 6 marzo 2014.
Ne ha parlato qualche settimana fa anche la SZ (Süddeutsche Zeitung, quotidiano di Monaco di Baviera, ndr) in un articoletto in ultima pagina firmato dalla brava corrispondente dall’Italia Andrea Bachstein. In uno dei tanti quiz televisivi, alla domanda del conduttore “In quale anno Adolf Hitler venne nominato cancelliere”, tre concorrenti hanno risposto nell’ordine: 1948, 1964, 1979. Solo il quarto ha dato la risposta giusta (1933), ma solo perché le date erano già presenti sui monitor, e compito dei concorrenti era solo quello di sceglierle. Tanta ignoranza ha provocato parecchi commenti, fra i quali uno divertito e preoccupato di Umberto Eco nella sua rubrica bisettimanale sull’Espresso.

Siamo un popolo di ignoranti? Si è chiesto qualcuno. La risposta è ovviamente sì, ma ignoranti nel senso peggiore e colpevole del termine. Rispondere 1948 significa ignorare che in Europa in quella data era da tre anni finita una guerra. Rispondere 1964 significa immaginare che nei mitici anni ’60, mentre Gino Paoli cantava “Sapore di sale”, in Germania ci si preparava a internare gli avversari politici. Rispondere 1979 significa ritenere che i propri genitori (i concorrenti erano tutti piuttosto giovani) avessero conosciuto l’occupazione nazista del Paese. Scegliere quelle tre date significa, non solo non aver mai aperto a scuola il libro di storia: significa proprio ignorare cosa sia il passato (a parte quello personale fatto di chissà quali insipidi avvenimenti, visti gli individui prodotti), significa, al pari di un animale, vivere in un eterno presente, fatto di appagamento dei bisogni primari e nient’altro.

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Gestualità

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Corrado Conforti

Monaco, 21 dicembre 2013
Nel lontano 1832 il canonico procidano Andrea de Jorio pubblicava a Napoli un ponderoso volume dal titolo accattivante La mimica degli antichi investigata nel gestire napoletano, nel quale, con piglio scientifico, analizzava la già allora celebrata gestualità partenopea. Il testo era corredato da incisioni che raffiguravano alcuni dei gesti descritti, una buona parte dei quali è sopravvissuta, mentre un'altra, come accade anche alle parole e ai modi di dire, è stata progressivamente espunta da quella che gli esperti definiscono “comunicazione non verbale”, oppure è rimasta limitata ad alcune aeree geografiche, senza diffondersi sull'intero territorio nazionale.

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Iperrealismo

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Zu den Begründern des Hyperrealismus zählen die amerikanischen Bildhauer Duane Hanson und John De Andrea. Maurizio Cattelan kommt gebürtig aus Padua und gestaltet lebensecht wirkende Figuren. Er inszeniert skurrile und provokante Situationen.  Zu seinen bekanntesten Werken zählen die Figur von Papst Johannes Paul II, der von einem Meteoriten getroffen wird und ein klein und unschuldig wirkender Adolf Hitler.

Corrado Conforti

Monaco, 12 ottobre 2013
L'iperrealismo è una corrente artistica nata negli Stati Uniti negli anni '70 del secolo scorso il cui proposito principale (se non esclusivo) è quello di riprodurre la realtà con una tale precisione, da superarla in realismo, così da creare nell'osservatore una forte sensazione di estraneità. Se le prime realizzazioni di tale corrente sono state pittoriche e fotografiche, i risultati più convincenti sono stati però raggiunti (almeno a opinione di chi scrive) nel campo della scultura, soprattutto da artisti come Duane Hanson e John De Andrea, i quali, nella meticolosa riproduzione dei loro soggetti, sono ricorsi a materiali sintetici come le resine e i polivinili, proprio per esasperare la realtà, in modo da renderla altro da sé. Per questa ragione Hanson ha raffigurato nei suoi lavori soprattutto il ceto medio americano, fissato nel suo tempo libero e nel suo abbigliamento casual (camicie a fiori, bermuda, sandali, pantaloni a quadretti), mentre De Andrea ha invece privilegiato il nudo, creando perfette riproduzioni di corpi il più delle volte armoniosi e atletici. Vedere nella sala spoglia di un museo individui come se ne incontrano in strada o al supermercato, ma assolutamente immobili, oppure corpi nudi fissati in un atteggiamento di assoluta indifferenza, provoca in effetti nel visitatore una strana sensazione, dovuta alla totale incongruità di quelle figure con il contesto in cui si trovano. Il risultato è appunto la sensazione di estraneità cui sopra si è accennato.

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Quando si dice il peso del nome

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Corrado Conforti

Monaco, 10 agosto 2013
Immaginate di chiamarvi Leopardi ed essere un illetterato completo. Oppure Fermi e non capire niente di fisica. O ancora Caruso e non saper articolare due note.

Certo, nessuno è responsabile del nome che porta, e il fatto che qualcuno prima di noi, con il nostro stesso cognome, abbia mostrato un talento particolare in una qualche materia, non ci obbliga a tentare di ripeterne le imprese.

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Scemo e più scemo

Chissà qual è stata la prima coppia comica della storia? Chissà quale cultura l'ha partorita? Chissà da chi era formata?

Corrado Conforti

Monaco, 31 maggio 2013

A dar retta a Wikipedia, pare che la nascita del duo comico risalga alla fine del XIX secolo, agli anni cioè dei primi music hall inglesi, quando, per permettere che nella confusione regnante in platea le gags del capocomico fossero comprese, si inventò il ruolo dello stolto, di colui cioè che, accompagnandosi al personaggio per così dire “positivo”, ne ripete le battute, caricandole di un surplus ridicolo.

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L'ennesimo profeta

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Corrado ConfortiCola di Rienzo, come raffigurato nel monumento ottocentesco al lato della Cordonata, a Roma (Wikipedia.it)

Monaco, 8 marzo 2013.
Nell'aprile o forse nel maggio di settecento anni fa nasceva a Roma, da un taverniere, Lorenzo (Rienzo), e da una lavandaia, Maddalena, un uomo che per alcuni anni avrebbe sconvolto la vita di quella che era stata la capitale del mondo e che, in quel lontano 1313, era poco più di un villaggio di case basse sparse fra le rovine del suo straordinario passato. Al bambino venne dato il nome di Nicola, e poiché all'epoca il cognome era costituito dal solo patronimico, il futuro tribuno sarebbe stato conosciuto come Cola di Rienzo, e con tale nome sarebbe passato alla storia. In quell'anno le condizioni di Roma erano assai miserevoli: una certa rinascita avviata dal giubileo di tredici anni prima era stata bloccata dal trasferimento della sede papale in Francia;

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Fratelli GrimmIl nostro Rumpelstilzchen

Lettres Italiennes

Corrado Conforti

Monaco, 14 gennaio 2013.
Anni fa in un articolo apparso su La Repubblica lessi che da qualche parte in Germania qualcuno aveva scoperto le radici storiche della celebre favola di Hänsel e Gretel.

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Cuori e lucchetti

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Corrado Conforti

Monaco, 1 ottobre 2012.
Nella piazza che da bambino attraversavo ogni giorno per andare a scuola c‘era, e per fortuna c’è ancora, un platano sul tronco del quale tanti anni fa qualcuno, con un temperino, aveva inciso un cuore. L’incisione era stata abbastanza profonda, perché ci volle del tempo prima che la corteccia, rinnovandosi, lo cancellasse.

In quel cuore, eseguito anche con una certa destrezza, c’erano, mi pare di ricordare (ed è abbastanza probabile che ci fossero), anche due lettere: le iniziali dei due innamorati, delle quali però ho perso il ricordo. Cosa ne sia stato del loro amore mi è ovviamente ignoto, ma è probabile che, esattamente come il cuore che voleva eternarlo, sia progressivamente impallidito fino a svanire del tutto. È raro infatti che gli amori giovanili durino più di qualche stagione.

Di cuori incisi sui tronchi ne ho visti poi degli altri; ma non a lungo.

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Il nostro Kaspar Hauser

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Corrado Conforti

München, 1 maggio 2012.
Il 28 maggio del 1828 a Norimberga, in un pomeriggio in cui a causa della Pentecoste le strade erano deserte, apparve improvvisamente un ragazzo dall'apparente età di sedici-diciassette anni. Era vestito in modo trasandato e camminava con difficoltà. Un calzolaio che lo vide passare, lo accolse a casa sua per consegnarlo poi ai gendarmi. Il ragazzo sembrava non capire le domande che gli venivano rivolte, e non era in grado di scrivere nient'altro che il suo nome. Con una grafia incerta vergò poi su un foglio di carta un nome e un cognome: Kaspar Hauser.

Fu questo l'inizio di un mistero che affascinò l'intera Europa e che, negli anni successivi e fino ai nostri giorni, ha prodotto una letteratura sterminata: narrazioni, saggi, opere teatrali, sceneggiati radiofonici, documentari televisivi e ben cinque film.

Mentre si cercava di districare il mistero, Kaspar venne affidato a un tutore, e con questo, rivelando una vivissima intelligenza, in poche settimane imparò a parlare e a scrivere, mostrando anche una spiccata inclinazione per il disegno. Il 7 luglio dello stesso anno, ossia soltanto sei settimane dopo la sua comparsa, Kaspar scrisse una relazione in cui raccontava il suo passato.

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Deliri padani

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Corrado Conforti

Monaco, 12 febbraio 2012
Chi se ne andasse in giro per le strade della vecchia Roma, scoprirebbe ogni tanto, sul muro di qualche antico edificio, delle altrettanto antiche edicole mariane circondate da piccole lapidi riportanti l'acronimo P.G.R. (per grazia ricevuta). Sotto alcune di tali immagini, prive di solito di valore artistico, compare a volte una lapide più grande che ricorda come, nell'anno di grazia 1796, quel ritratto della madre di Nostro Signore abbia a un tratto mosso gli occhi o, addirittura, lacrimato. La cosa non sorprenderà: è noto che Maria, non soltanto in Italia, ama di tanto in tanto mostrarsi e, a volte, addirittura rivolgersi a delle anime pure, solitamente dei bambini.

Nessuno ignora le apparizioni di Lourdes e quelle ancora più straordinarie di Fatima, nelle quali ultime l'Immacolata consegnò ai tre pastorelli tre messaggi (chiamati “segreti” e progressivamente poi svelati) il secondo dei quali annunciava la seconda guerra mondiale e lamentava l'affermarsi, proprio in quei giorni del 1917, del comunismo in Russia.

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Date a Cesare...

Lettres Italiennes

Corrado Conforti

Monaco, 8 dicembre 2011.
Chissà cosa faceva Caterina Solazzi nella sua tranquilla e certo a quei tempi noiosa Senigallia in quell'otto dicembre di esattamente 220 anni fa? Caterina, che aveva sposato il conte Girolamo Mastai Ferretti, era alla sua nona gravidanza, e, nella primavera dell'anno successivo, avrebbe partorito un bambino al quale sarebbero stati dati i nomi di Giovanni Maria Battista Pellegrino Isidoro; una volta diventato adulto, costui, per meriti (pochi) e demeriti (tanti), sarebbe poi passato alla storia.

Nato il 13 maggio del 1792, Giovanni Maria era stato certo concepito nell'agosto precedente. Concepito, come tutti noi, nel peccato originale trasmessogli, almeno secondo Agostino d'Ippona, attraverso la concupiscenza dei genitori; e tuttavia dai medesimi da quel peccato mondato, grazie al battesimo ricevuto, nello stesso giorno della sua nascita, nel duomo della città natale.

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