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L’esercito romano

(Prima parte)

Laura Benatti.

Como, 31 ottobre 2015.
Roma 'caput mundi': come arrivò questo piccolo borgo di pastori e di agricoltori a dominare su così numerosi e così eterogenei popoli? La risposta non è semplice, ma sicuramente per le strategie che spesso adottò contro nemici ben più forti. Ricordiamo a questo proposito il 'divide et impera' di Giulio Cesare, 'separa i tuoi avversari e trionferai', o ancora, l'oro con il quale i Romani nel 390 a.C. corruppero i Celti che avevano invaso l'Urbe, spaventando terribilmente i suoi abitanti con il fragore di oggetti metallici, con il suono di corni e... con la loro statura!.

Ma, senza dubbio, la carta vincente fu l'esercito romano. Questo inizialmente era costituito solo da mercenari i quali dovevano provvedere a loro spese all'armatura che avrebbero indossato, di conseguenza, i più facoltosi (proprietari terrieri, in quanto inizialmente l'economia romana era basata sul lavoro dei campi e sull'allevamento) lasciavano i loro campi per entrare nell'esercito, procurandosi un elmo, un’armatura, una lancia, uno scudo e il famoso gladio, la terribile spada corta romana.

I più indigenti, invece, potevano solo disporre di una fionda e di proiettili di pietra. Entrare nell'esercito significava per un 'vir romanus' non solo essere di utilità alla 'res publica', ma anche aprirsi una strada importante per il 'cursus honorum', ovvero per la carriera politica.

Chi non avesse servito con le armi la patria non avrebbe mai ottenuto quella credibilità indispensabile ad un uomo politico.

Inizialmente la struttura dell'esercito romano ricordava la formazione greca, in particolare la 'falange' macedone che, a sua volta, era stata ereditata dai Tebani: una fitta selva di lunghe lance, larisse, che venivano abbassate contemporaneamente contro il nemico.

In seguito venne introdotta la legione, dal verbo latino 'lego','raccolgo', ovvero 'raccolta di uomini'. Per quale motivo avvenne tale cambiamento? Perchè la falange poteva essere adatta su terreni solo pianeggianti, mentre su quelli accidentati risultava più efficace la legione.

L'esercito romano era sicuramente a tal punto crudele da essere temuto da tutti, ma contribuì anche a diffondere una cultura ed una civiltà a cui ancora oggi siamo debitori. L'addestramento dei milites era molto pesante: bisognava resistere a quattro mesi di esercitazioni durissime che prevedevano marce di più di trenta chilometri al giorno con un equipaggiamento che andava dai 22 kg ai 25 kg.

Ma cosa contenevano questi zaini? Sappiamo con certezza che in essi c'era tutto il necessario per la costruzione dei famosi 'castra' mobili, ovvero gli accampamenti che, di giorno in giorno, durante il percorso venivano costruiti e in breve tempo smobilitati.  

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