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Camilleri senza bavaglio

“Ci troviamo sotto nuove forme di fascismo... ma non si possono più usare le vecchie parole con le quali abbiamo definito “fascismo”, “nazismo” o “comunismo”. Sono altre forme mutate.”

In diesem Interview äuβert sich der beliebte italienische Schriftsteller Andrea Camilleri sehr persönlich und ernüchternd über die aktuelle politische Situation Italiens.

Alessandro Eugeni

„Ich bin kein Historiker, kein Soziologe, kein Anthropologe. Ich bin nur ein Geschichtenerzähler , ein italienischer Romanschriftsteller, der allerdings seine Mitbürger besonders aufmerksam beobachtet. Es ist daher kein Zufall, dass alle Zitate, mit denen ich meine These stütze oder von denen ich ausgehe, aus der Literatur stammen und nicht aus Geschichtsbüchern.Daher sollte das Folgende, über das die Fachleute sicherlich die Nase rümpfen werden, mit einem gewissem Vorbehalt aufgenommen werden.“ (Camilleriʼs Vormerkung an sein Buch: „Was ist ein Italiener? “ Wagenbach Verlag 2010

Roma, 20 giugno 2010
Dopo quattro anni torno a intervistare Andrea
Camilleri che,

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Fiuggi Family Festival

… e l’antica città di Fiuggi si veste di cinema

Die antike Stadt Fiuggi, bekannt fuer ihre Heilquellen, ist auch eine Stadt, die mit mondänen cineastischen Veranstaltungen von sich reden macht. Seit vier Jahren findet das „Fiuggi Family Festival“ statt. Dieses Jahr zeigt das Festival vom 28. bis 31. Juli rund 40 Filme unter dem Oberbegriff „Cartoons“. Das Thema ist in diesem Jahr „System Familie: die Dynamik der Beziehungen“.  

Nicoletta Curradi

Firenze, 17 luglio 2011.
La città di Fiuggi lega il suo nome alle celebri acque termali che sgorgano dalle sue fonti. Come diceva Michelangelo, che ne era un assiduo frequentatore, era "un'acqua che spaccava la pietra". Posta su di una gradevole collina e circondata da boschi di castagni, Fiuggi è divisa in due parti: Fiuggi Città, con il centro storico, le chiese e i palazzi storici, e Fiuggi Fonte (o Terme), vero cuore della città turistica, con alberghi e negozi.

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Il vizio aiuta le casse pubbliche

La nuova e discussa legge italiana per limitare il fenomeno della prostituzione mostra imprevisti risvolti

Ein so strittiges Thema wie etwa das der Prostitution hat manchmal auch unerwartete positive Aspekte. Jemand, der zum Beispiel in Begleitung einer Prostituierten erwischt wird, zahlt eine Geldstrafe in Höhe von 200 Euro in der Regel umgehend und ohne zu murren. Und zwar zur großen Freude der Verwaltungsbeamten, die es einerseits zwar verurteilen, wenn Frauen ihre Haut zu Markte tragen, andererseits davon aber profitieren.

Giuseppe Mencaroni

In Italia il sesso a pagamento sta diventando sempre più difficile. I sindaci delle città e il governo sono sul piede di guerra, non vogliono più vedere donnine & Co. seminude per la strada che offrono il loro corpo. Ma questa volta l’obiettivo è duale: colpire sia il cliente e sia chi prostituisce.
Le multe arrivano fino a 200 euro. Per la prostituta non è un grande problema, in fondo, si tratta del prezzo di un paio di prestazioni. Ma non avendo soldi per pagare, la multa dovrà essere spedita a casa e spesso chi si vende è senza fissa dimora, difficile che paghi. Ben diversa la situazione dei clienti. Quando vengono beccati dalla polizia insieme alla prostituta, le reazioni, da quanto raccontano le cronache, sono molteplici.
Ci si propone innanzitutto come filantropi. “Stavo esortando la signora a non girare mezza nuda per la strada, ci sono i bambini!”. Oppure ci si spaccia per viaggiatori. “Non sono della zona chiedevo informazioni a questa gentile signorina”, che però non parla una parola di italiano, essendo rumena, ucraina, moldava e così via. Se poi ci si trova con i pantaloni abbassati, “La signora fa la sarta, mi stava prendendo le misure”. Polizia e vigili urbani ascoltano e poi emettono la loro inesorabile sentenza, “Sono duecento euro, li paga subito o spediamo la multa a casa?”. La risposta può cambiare il portafoglio o la vita. Se si paga subito, tra 200 euro di multa e 100 spesi con la prostituta, si arriva a ben 300 euro, roba da prestazione a cinque stelle. Se non si paga, si risparmiano subito 300 euro, ma i rischi aumentano con scenari

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Luigi Fedeli, fotografo dell’anno 2010


Pamela Lanciotti

Ad Orvieto in Umbria, come ogni anno, si è svolta la rassegna che premia i migliori fotografi professionisti italiani e stranieri. L’edizione di quest’anno ha visto una partecipazione enorme di concorrenti: oltre 2800 sono state le foto inviate creando un superlavoro ai giurati riuniti durante “Orvieto Fotografia” che al termine però non hanno avuto alcun dubbio ed hanno assegnato il primo premio “FIOF PROFESSIONAL PHOTOGRAPHY AWARDS 2010*” (il riconoscimento più ambito per un fotografo professionista) a Luigi Fedeli. Il fotografo titolare dello studio Symbol di via Pizzi a San Benedetto del Tronto, è stato invitato a salire sul palco per ben altre sette volte, aggiudicandosi oltre al premio già citato, il primo premio assoluto, più due Gold Awards, un Silver ed un Bronze Awards per la categoria Matrimonio ed infine due Bronze Awards per le categorie Ritratto e Commerciale.

Una pioggia di riconoscimenti per Luigi Fedeli che da oltre 25 anni esercita con maestria una passione che già gli è valsa numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali. Ora la vera consacrazione sul gradino più alto del podio: è l’affermazione di un professionista attraverso il suo stile e la sua sensibilità artistica, un vanto per la città di San Benedetto che può annoverare fra i suoi concittadini il miglior fotografo italiano

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Marinella C.

Un aggiornamento doveroso

Pasquale Episcopo

Doverosamente, la redazione di INTERVenti dà un supplemento di informazione in merito alla storia pubblicata nel numero 2010-2 nel dossier “Alla ricerca della Terra Promessa – Una storia di bambini contesi tra Monaco di Baviera e Milano”. In quell’articolo avevamo raccontato la vicenda umana di una coppia mista italotedesca e dei loro due bambini. Negli ultimi due anni per ben tre volte questi bambini sono stati oggetto di sottrazione o, se si vuole, di rapimento.

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L’italianità smarrita

L’italiano medio ha perso la sua simpatia e cordialità, trasformandosi in un tipo chiuso e con la paura verso il prossimo. Fortunatamente ci sono ancora molti italiani che giorno per giorno lavorano per ridare lustro all’italianità

Der Klischee-Italiener scheint seinen guten Ruf verloren zu haben. Galt er in der Vergangenheit als stets sympathisch, ehrlich und gastfreundlich wird ihm heute gerne nachgesagt, er meide und fürchte die Fremden. Glücklicherweise gibt es noch Italiener, die bemüht sind das gute Image wiederherzustellen.

Gianfranco Caccamo

Un tempo in tutto il mondo dire italiano era sinonimo di simpatia, romanticismo, cordialità, onestà e ospitalità. L’italiano in ogni angolo del pianeta era ben visto e considerato l’amico di tutti, colui che aiutava il prossimo senza riserbo. Poco importava se nei suoi modi era eccessivamente esuberante, era comunque una brava persona, qualcuno di cui fidarsi e da prendere come riferimento.

Probabilmente gli veniva perdonata questa sua anima “caciarona”. I suoi modi di fare facevano sorridere ed erano oggetto di umorismo, come nel cartoon del fumettista Bruno Bozzetto intitolato “Europa and Italy”, molto diffuso dai naviganti del web. In questo cortometraggio l’italiano viene confrontato con gli europei in situazioni comuni: in fila, in auto, al telefono, ecc.

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GiàVi1Vo

Sigle ed abbreviazioni fanno ormai parte del linguaggio usuale degli sms e delle mail. “GiàVi1Vo - MSIDT - CTACTC? - HoBiDiTe - ITA - AmXSe - MaQMiAm - OOM - RiS - RiSS ”

Abkürzungen und Kurzformen werden bei E-Mails und SMS immer häufiger und beliebter. Wem diese Art der Verständigung nicht geläufig ist, steht vor einem Buch mit sieben Siegeln. Da wünscht sich so mancher die Zeit zurück, in der man noch mit Gedichten und Liebesbriefen kommunizierte.

Alessandro Gambaro

Colta alla sprovvista, credetti, all’inizio, in un guasto del telefonino; poi cominciai a sospettare che si trattasse di un comunicato in codice criptato, che, per errore, fosse stato inviato al mio numero. Ma dopo aver accertato che il telefonino non aveva guasti e stabilito che fin dalla nascita non ho mai partecipato ad alcuna setta segreta, non sono mai stata iscritta a logge coperte, e neanche a logge scoperte (dove peraltro ci si abbronza di più), e dato che i servizi segreti di Stato, giusti o deviati che siano, non mi hanno mai degnata del loro interessamento (è anche vero però che, se lo avessero fatto, non lo avrei comunque potuto sapere), determinai che non si poteva pensare ad un messaggio rivolto a me; più semplicemente si doveva trattare di un errore di indirizzo.

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Intervista alla senatrice Daria Bonfietti

Daria Bonfietti (D.B.), ex senatrice della Repubblica, è stata tra i fondatori dell’associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, della quale è attualmente Presidente

Franco Casadidio

INTERVenti (IV): Senatrice Bonfietti, chi ha perso nella tragedia di Ustica?
(D.B.): Nella tragedia ho perso mio fratello Alberto, che aveva 37 anni. Era passato a Bologna per salutare nostro padre e me e poi per raggiungere in aereo la Sicilia dove sua moglie Giannina e sua figlia Silvia trascorrevano le vacanze. In particolare voleva essere con loro per il compleanno della bimba.

(IV): Cosa ricorda della sera del 27 giugno 1980? Come apprese quello che era accaduto al DC9 dell’Itavia?
(D.B.): Ricordo una telefonata angosciatissima di una amica di Venezia che chiedeva se fosse sicuro che Alberto si era imbarcato su quel volo: aveva già sentito la notizia terribile. Poi corsi all’aeroporto e ricordo che la definizione era di aereo disperso. Per  un po’ coltivai anche l’illusione che da qualche parte i passeggeri si fossero salvati. Era un linguaggio burocratico. Per disperso si intendeva scomparso ai radar ma in effetti precipitato.

(IV): Quale fu l’atteggiamento delle Istituzioni nei confronti dei parenti delle vittime in quelle prime ore?
(D.B.): Non ricordo niente di particolare: ci fu una telefonata della Prefettura di Bologna.

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Ustica

Una strage impunita

Wer hat die Rakette an jener verdammten Nacht vom 27 juni 1980 in der Himmel zwischen Neapel und Palermo auf einen ruhige Linien Flugzeug mit 81 Menschen an Bord geschossen?
Von welcher NATO Flugzeug kam diese Rakette und warum wurde sie geschossen?
Welches wäre des richtige Ziel gewesen?
Wieso die Generalen der Italienischer Luftwaffe haben alle die Radar Dokumentationen verschwinden lassen damit die verantwoertliche von diese Desaster nicht mehr zu finden waren?
Glaubt ihr wirklich dass der Disaster von Rammstein eine tragische umfall gewesen ist? Die zwei Piloten, die der Unfall verursacht haben, hätten eine Woche später in einen Italienischer Gericht antworten müssen wegen des USTICA Falles, weil sie in den Abend von 27 Juni Zeugen von was geschehen ist waren. Sie waren gleichzeitg in diese Stückhimmel mit ihre Flugzeug geflogen. Viele Fragen ohne Antwort die wurden gestellt in alle diese Jahren von Richter, von Verwandten der Opfer und von Journalisten. (…) Pippo Pollina

Franco Casadidio

Venerdì 27 giugno 1980. Giuliana è una bella bambina di 10 anni, felice perché ha appena ritirato la sua pagella scolastica piena di bei voti; felice perché sta andando in Sicilia per riabbracciare il suo papà che vive lì da qualche anno; felice perché, accompagnata dalle hostess, sta per salire su un aereo all’aeroporto di Bologna per il primo volo della sua vita. Se fosse viva, oggi Giuliana avrebbe circa 38 anni, magari una famiglia e chissà, anche dei figli cui raccontare quel suo primo viaggio in aereo; ma Giuliana non c’è più, morta, a dieci anni, in quello che, oltre ad essere il primo, è stato anche il suo ultimo viaggio in aereo. Un aereo che doveva portarla a Palermo e che, invece, l’ha condotta direttamente in cielo non prima di averla trascinata con sé a 4000 metri di profondità in fondo al mar Tirreno.

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L'Italia rappresentata da noi

Intervista all’onorevole Laura Garavini, eletta con i voti degli italiani residenti all'estero e capogruppo del Pd nella commissione antimafia

Laura Garavini, Abgeordnete des italienischen Parlaments: Immer mitten im Geschehen, aktiv im Kampf gegen die Mafia, Idealistin, aber auch pragmatisch. An einem Nachmittag im April, im Hintergrund das ewige Rom, spricht Sie mit uns. Sie erinnert sich, damit wir nicht vergessen ...

Giulio Bailetti

Credo che Laura Garavini possa rappresentare un buon esempio per molti. Non era ricca, anzi, però ha studiato diligentemente con passione e volontà. Ancora molto giovane, ma già ben qualificata, è venuta all’estero in Germania ed ha cominciato ad insegnare italiano agli italiani ed anche ai tedeschi, come poi tanti di noi. Ma lei non si è fermata solo qui. È andata poi molto più avanti. Seguiamo insieme il suo percorso.

INTERVenti (IV): Cominciamo dall’inizio che è sempre meglio. Dove e quando sei nata e che studi hai fatto?
Laura Garavini (LG): Sono nata a Vignola in Emilia nel 1966 in una famiglia contadina con pochi soldi ma tantissimo affetto. Mi sono laureata all’Università di Bologna in Scienze politiche, indirizzo sociologico, con il massimo dei voti. Alla Luiss di Roma ho fatto un Master in management di progetti comunitari.

IV: Quando e perché sei venuta all’estero?
LG: Sono partita per la Germania nel novembre del 1989, proprio in quel periodo che ha cambiato la storia non solo della Germania, ma anche dell’Europa e del mondo, segnando la fine della Guerra Fredda. Sono emigrata per curiosità professionale e culturale e per diversi anni ho insegnato italiano ai figli di emigrati a Kiel, e più tardi, ad Amburgo.

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150 anni persi

Dopo un secolo e mezzo di unità l'Italia si mostra sempre più divisa

Im Mai hat Giorgio Napolitano, Präsident der Italienischen Republik, die offiziellen Festlichkeiten zum 150. Jahrestag der Vereinigung Italiens angestoßen. Das Land zeigt sich aktuell jedoch eher zerrissen und intolerant. Denn es leugnet die eigene Geschichte, die reich an verschiedenen Kulturen ist, die mittlerweile tief in Italien wurzeln.

Gianfranco Caccamo

Sono partiti in mille da Quarto per arrivare a Marsala per dar vita ad una nazione. Tanti anonimi ma gloriosi eroi in centocinquanta anni hanno dato la vita per la nazione. Un’unione fatta di tante piccole grandi culture, dialetti, specialità gastronomiche, idee, speranze e sogni. Centocinquanta anni nei quali tante identità locali si sono unite per diffondere con orgoglio una delle culture più ammirate nel mondo.
L’Italia non è solo una penisola, una pianura, qualche fiume, montagne e spiagge assolate; significa arte, letteratura, musica, gastronomia, scienza, invenzioni. Significa portare dentro di sé Michelangelo, Leonardo, Rossini, Verdi, Manzoni, Machiavelli, Galileo Galilei, Archimede, ma anche Mazzini, Garibaldi, Giolitti, De Gasperi, Aldo Moro, Falcone, Borsellino e tanti
milioni di cittadini che con il loro lavoro e le loro passioni hanno contribuito a far grande l’Italia. Allora non si comprende perché c’è sempre più la tendenza a “buttare a mare” tutto questo, a sventrare la storia e rinnegare l’opera dei padri della nazione. Perché c’è tanto disfattismo? Perché si torna ad identificarsi come padano, meridionale, siciliano, lombardo, napoletano e milanese? Si vuole forse tornare all’epoca delle città stato, delle Repubbliche Marinare e dei Ducati? L’italiano è sempre più incomprensibile: rinnega il proprio fratello e rifiuta il forestiero. Ma la domanda che sorge spontanea è: cosa ne sarebbe della cultura italiana se ognuno di noi fosse rimasto chiuso tra le proprie mura? Probabilmente nulla o poco.

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La priorità delle Poste Italiane

Poste Italiane introducono una nuova logica nei loro servizi

Die italienische Post bietet seit 2002 einen schnelleren Zustellungsdienst, die “posta prioritaria”, an. Mit einem kleinen Zuschlag kann man diesen Dienst nutzen, der preiswertere und normale Zustellungsdienst wurde stattdessen ganz abgeschafft. Die “posta prioritaria” ist mittlerweile zum Teil genauso langsam wie die frühere “posta ordinaria”.

Franco Casadidio

Se avete a casa un dizionario della lingua italiana, provate a fare come me, cercate la parola priorità nel mio dizionario, al sostantivo femminile “priorità” viene attribuito il seguente significato: il fatto di venire prima in un’ideale scala d’importanza.
Quando nel 2002 Poste Italiane varò il nuovo servizio di posta prioritaria, il concetto era chiaro: spendendo 15 centesimi in più (60 contro 45) il cliente poteva optare per la consegna “prioritaria” in 24 ore della missiva spedita. Un bel vantaggio e, stando ai dati raccolti dalle associazioni dei consumatori, anche un bel servizio, che funzionava veramente bene. Secondo Altroconsumo, infatti, nel 2002 ben il 90% della posta prioritaria spedita era consegnata entro le 24 ore successive: un successone.

Tutto bene quindi, talmente bene che qualcuno in Poste Italiane pensò bene di cavalcare l’onda lunga del successo per provare a spremere qualcosa in più ai clienti. A maggio 2006 quindi, ecco giungere l’abolizione del servizio di posta ordinaria, con l’obbligo per i clienti di utilizzare solamente la posta prioritaria. Tariffa unica di 60 centesimi per tutta la corrispondenza quindi, senza alcun distinguo e recapito garantito in 24 ore; almeno così assicuravano da Poste Italiane. Le cose, però, non sono andate esattamente così, tant’è che la stessa rivista Altroconsumo, ha stimato che nel 2006 solamente il 61% della corrispondenza veniva consegnato in un giorno, con un crollo spaventoso rispetto a quattro anni prima.

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Officine Panerai - dem Meer verbunden

Tradition und Kult einer florentiner Uhrenmarke

Daniel Vetró

Man kann vermuten, dass der Boom in der Uhrenbranche zum einen auf die wirtschaftliche Erholung zurückzuführen ist und zum anderen auf eine Erbengeneration, die ein lockeres Verhältnis zu Luxusgütern pflegt. Dass es bei Uhren und Schmuck die verschiedensten Geschmäcker gibt, zeigt das Beispiel der Officine Panerai sehr deutlich.

Die klassischen Armbanduhren des Herstellers aus Florenz haben ein spartanisches Design, einen Durchmesser von etwa 45 Millimetern und ein Gewicht, das dazu einlädt, die Uhr gelegentlich abzulegen, um dem Arm eine Erholungspause zu gönnen. Aber was die einen als klobig und schwer bezeichnen, ist für die anderen elegant, schick und stilvoll.
Obwohl Panerai auf eine fast 150-jährige Tradition zurückblickt, konnte die italienische Uhrenmarke erst in den vergangenen Jahren ihren Kultstatus erlangen.

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Microcredito toscano

Prende avvio in Toscana uno dei primi progetti italiani di microcredito

Dank einer Kooperation der Region Toskana mit den regionalen Banken wird in diesem Jahr ein neues Kreditmodell ins Leben gerufen. Ziel ist es, Existenzgründer und Startup-Unternehmer nach dem Vorbild der durch Nobelpreisträger Muhammad Yunus gegründeten Grameen Bank zu unterstützen.

Cosimo Carniani

Finanziamenti fino a 15.000 euro per tutti coloro che, privi di garanzie per accedere al credito bancario ordinario, vogliono avviare una microimpresa. A offrire garanzie e co-garanzie sarà la Regione Toscana insieme al sistema bancario regionale, grazie all’istituzione del Fondo speciale rischi, del valore complessivo di 14 milioni e trecentomila euro, frutto del protocollo d’intesa Regione/banche dello scorso aprile.

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Lasciateli in Pacs

Scelta di civiltà o svalutazione della famiglia tradizionale?

In Italien hat die Diskussion über den „Patto Civile di Solidarietà“ begonnen. Durch dieses Abkommen sollen die Rechte von nichtehelichen Lebensgemeinschaften geregelt werden. In fast allen anderen EU-Staaten existieren bereits Regelungen zu diesem Thema.

Pino Mencaroni

PACS, PAtto Civile di Solidarietà, per regolamentare le unioni fuori dal matrimonio. Si tratta di oltre 600 mila coppie di conviventi, ma le cifre sono vecchie e sicuramente sottostimate. Difficile misurare quante siano realmente le coppie di fatto. Non hanno alcuno status giuridico. Coppie invisibili, unioni simili a tutte le altre nel bene come nel male, qualche volta anche più solide, ma totalmente ignorate dalla legge italiana che, unica in Europa, non le riconosce e, quindi, non le tutela.
Gli altri paesi dell'Unione Europea dotati di una legislazione in materia sono Austria, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Svezia, mentre in Slovenia e Ungheria ci sono delle leggi che regolano qualche diritto relativo a proprietà, eredità e beni comuni delle coppie di conviventi, anche omosessuali.

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Leonardo e Nicolò

Piccoli clandestini da circa due anni nascosti in una prigione dal nome Europa

Seit etwa zwei Jahren leben Leonardo und Nicolò versteckt, gezwungen in einem „Gefängnis“ namens Europa

Pasquale Episcopo

Ci sono due bambini in Europa costretti a vivere nascosti. Non hanno una vera casa e non possono frequentare la scuola. Non sono orfani, ma vivono senza i genitori, e senza vedere nonni e parenti. Dal loro nascondiglio non escono e non hanno amichetti. Niente parco giochi, niente passeggiate in campagna, gite al mare o in montagna. Niente circo, giostre, zoo, cinema, pizzeria. I loro nomi sono Leonardo e Nicolò.

Leonardo è Nicolò hanno visi seri e immobili, rigidi in un’espressione sempre triste. Da tempo hanno dimenticato come si fa a ridere. I loro occhi guardano il mondo attraverso il vetro di una finestra. Il mondo dista soltanto pochi metri e alcune rampe di scale, forse neanche quelle e tuttavia è un mondo lontano e irraggiungibile.

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Senza figli è meglio

Fra nuovi valori e difficoltà economiche, spesso la coppia rinuncia alla procreazione

Neueste Untersuchungen zeigen, dass der Familiennachwuchs für viele Paare, insbesondere in Nord- und Mittelitalien, an Bedeutung verloren hat. Ursache dieser Entwicklung ist zum einen die politische Situation, welche junge Eltern zu wenig unterstützt und zum anderen eine Gesellschaft, die immer mehr Wert auf Konsum und Freizeit legt, als auf die Institution Familie.

Pino Mencaroni

Può una coppia senza figli dirsi veramente felice? La metà degli italiani pensa proprio di sì. Ben il 48,8% della popolazione italiana ritiene che avere figli non sia la “condizione indispensabile” per la vera felicità della coppia. E, solo il 19,6%, nel 1995 si stava al 24,4%, vive la prole come obiettivo primario della vita di coppia. Insomma, la “centralità del procreare” sta costantemente decrescendo.
Geograficamente il paese reagisce in modo diversificato: i figli sembrano essere ancora un discreto “must” nell’Italia meridionale, molto meno al centro e, ancor meno, al nord-est.
Questo, in sintesi, il risultato dell’indagine condotta dal Gpf, Istituto di ricerca e consulenza strategica sul cambiamento sociale, i consumi e la comunicazione su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Lo scenario riflette innanzitutto un giudizio negativo sulla situazione economica familiare e sulle politiche sociali. «Le attuali politiche sociali - ha commentato Monica Fabris, responsabile della Ricerca Qualitativa per GPF - sembrano opporsi a ogni motivazione di tipo procreativo. Fare un figlio oggi non è più un dovere morale, ma nemmeno un diritto. Le strutture di sostegno, dai consultori agli asili, sono sempre meno attrezzate e spesso addirittura negate. Le giovani coppie faticano a trovare casa e lo spazio metropolitano segna tassi di inquinamento sempre più alti. Non esistono le condizioni base per l’infanzia».
Eppure le occasioni non sono mancate. Circa 60 governi in 60 anni, ma per la famiglia, la politica ha prodotto poco più del nulla. Persino paradossale in un paese cattolico. A partire poi dagli ultimi vent’anni, quando i baby boomers si sono fatti genitori, l’incedere della politica per la famiglia ha assunto contorni persino grotteschi.

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Relativismo contro fondamentalismo

I rischi della polemica di Benedetto XVI contro il relativismo

Der Kampf des Papstes gegen den Relativismus ist einem interreligiösen Dialog nicht hilfreich, denn Ursprung jedes Fundamentalismus ist jener Absolutismus, der viel gefährlicher als der von Benedikt XVI kritisierte Relativismus ist.

Miranda Alberti

La campagna contro il relativismo avviata da Benedetto XVI non promette niente di buono,
ossia di ragionevole, in questo mondo lacerato da un esasperato fondamentalismo religioso. Al contrario essa versa benzina sul fuoco dell’incomprensione e dell’intolleranza. Il relativismo non è uno spettro da combattere, ma una flessibile categoria del pensiero che permette di conciliare in modo corretto e paritario il “diverso” con l’ “uguale”. Cerco di spiegarmi partendo dal politeismo.
In quella religione, che non è affatto una forma di culto del passato in quanto ancora oggi sopravvive, il problema del “relativismo” non si pone e magari si deve parlare di pluralismo: pluralismo delle divinità. Conflitti religiosi nel politeismo non si danno, casomai sono conflitti politici o sociali. Certo che il proliferare delle divinità ad infinitum porta a quella cattiva infinità che poco piaceva a Hegel e ai cultori dell’infinito attuale. Tradotto in termini razionali significava, per esempio, rassegnarsi ad un proliferare infinito della “verità” fino all’annientamento del suo significato e della sua funzione orientativa.
Sul terreno del monoteismo, invece, là dove la divinità risplende nella sua assolutezza, i conflitti religiosi attecchiscono generosamente e si cristallizzano perfino all’interno di uno stesso credo.

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Die deutsch-italienische Schule in Rom

Ein geschichtsträchtiges Jubiläum. Der erste Abiturjahrgang feiert 50 Jahre nach der erfolgreich bestandenen Reifeprüfung

Cinquant’anni fa nove studenti conseguirono il diploma di maturità. In sé niente di speciale, se non si trattasse di ragazzi tedeschi o italo-tedeschi ammessi al primo esame di maturità della scuola italo-tedesca di Roma dopo la seconda guerra mondiale. Una di loro, Claramaria Nagler, ricorda quell’ esperienza e la ricerca di un’appartenenza etnica, e racconta della festa tenutasi in occasione del 50° anniversario del diploma di maturità.

Kirsten Ossoinig

„Freude, Dankbarkeit, Anhänglichkeit und Sentimentalität“ empfindet Claramaria Nagler, wenn sie sich an ihre Schulzeit erinnert. Im Jahr 1956 gehörte sie dem ersten Abiturjahrgang der deutsch-italienischen Schule in Rom an. Zum 50-jährigen Jubiläum des geschichtsträchtigen Schulabschlusses treffen sich unter anderem sieben der neun ehemaligen Abiturienten zu einer Feier im Juli in München. An sich haben solche Treffen für Claramaria Nagler schon Tradition, denn sie finden seit Anfang der achtziger Jahre immer wieder statt. Zwanzig Mal kamen in dieser Zeit ehemalige und „aktuelle“ Schüler der römischen „Scuola Germanica“ alljährlich meist in München zusammen. Vielleicht wurde der Zusammenhalt, von dem diese Treffen zeugen, geprägt von der damaligen schwierigen Situation:  Als Tochter eines Deutschen – ihr Vater arbeitete als Schneider der Schweizer Garde im Vatikan – und einer Italienerin pendelte Claramaria Nagler als Kind, wie sie sagt, „zwischen deutschen und italienischen Schulen“.

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“Tutti a casa, tutti a casa

Le vacanze diventano sempre più un lusso per pochi

37 Prozent aller Italiener haben den Sommer dieses Jahr zu Hause verbracht. Zu den Gründen zählten laut Presseberichten unter anderem auch erhöhte Preise für die Unterkünfte, die sich sogar auf Liegestühle und Sonnenschirme auswirkten.

Pino Mencaroni

“Tutti al mare, tutti al mare..”: il vecchio adagio romanesco interpretato mirabilmente da Gabriella Ferri. Purtroppo la musica è cambiata, la vacanza preferita dal 70% degli italiani ha perso appeal. Sarà colpa della depressione posteuro oppure del caro-benzina, o forse degli affitti alle stelle di case, ombrelloni e sdraio; fatto sta che sulla battigia monta la marea della crisi: gli addetti del settore della balneazione lamentano cali anche del 20%. Il 2005 sarà ricordato con il boom delle vacanze a casa.
Tra le mura domestiche sono rimaste almeno 500mila persone in più dello scorso anno. Non sono mica poche su circa 58 milioni di abitanti, si tratta dell’1% della popolazione. In aumento anche gli italiani che hanno rinunciato alla vacanza all’estero, si stima intorno ai 350 mila. Alla fine, tra giugno e settembre, dovrebbe essere rimasto a casa circa il 37% degli italiani. Tra chi è andato in ferie, solo il 37% (dati Swg-Confesercenti) ha goduto di un periodo di due settimane, mentre il 58% ha preferito al massimo una settimana. Hanno prevalso i piccoli spostamenti, dal weekend lungo del tipo “mordi e fuggi” al turismo culturale, con un vero boom di visitatori a musei ed edifici storici.

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La sindrome cinese

Le esportazioni da Pechino mandano in crisi il settore tessile europeo

China exportiert günstige Textilprodukte – vor allem Unterwäsche – in die ganze Welt. Die Verbraucher sind begeistert und die EU sucht Schutzmaßnahmen.

Pino Mencaroni

La Cina è vicina! Uno slogan caro ai baby boomers del ’68 e gridato a squarciagola sotto giganteschi ritratti del presidente Mao-Tse-Tung. Manifestazioni che assomigliavano alle processioni religiose con la blasfema differenza di un comunista al posto del santo. E giù a sventolare i libretti rossi con i pensieri di Mao, il nuovo vangelo. Oggi, a Shenzen, quaranta
minuti da Hong Kong, nella provincia cinese del Guandong, il libretto rosso lo trovi al supermarket, c’è anche la versione in inglese. Basta pagare un euro e ti compri il sogno della generazione che fu.

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Nostalgic - Ein Ausflug in die 50er Jahre

Am Steuer eines Alfa Romeo Oldtimers über die schönsten Landstraßen Italiens

Un Tour Operator di Monaco è riuscito a far rivivere l’atmosfera italiana degli anni Cinquanta organizzando viaggi molto speciali.

Daniel Vetró

Walter Laimer und Gert Pichler lassen diesen Traum wahr werden. Mit ihrem Münchner Unternehmen Nostalgic organisieren die beiden Südtiroler das ganze Jahr über Reisen der besonderen Art. Vier Tage lang genießt man den Duft der Landschaft als Fahrer eines Alfa Cabrios aus den 50er Jahren. Zur Auswahl stehen die Modelle Giulietta Spider, Giulia Spider und 2600 Spider; Automobile, die das italienische Lebensgefühl aus der Zeit von Sophia Loren und Federico Fellini widerspiegeln.
Der eigene Fuhrpark besteht derzeit aus 15 Fahrzeugen. Diese wurden ausnahmslos aus privaten Sammlungen erworben, aufwendig restauriert und entsprechen ihrem Originalzustand. Die Touren finden am Lago Maggiore, in der ToskanaDen Wünschen einer Gruppe entsprechend werden die Routen geplant. In einem Fahrzeug sitzen zwei Teilnehmer. Fahrer und Navigator werden mit den Besonderheiten des Zweisitzers vertraut gemacht. Der Fahrspaß geht los. Die Reisenden genießen stundenlang die Sonne, den Fahrtwind und die Landschaft. Die Begleitung durch ein Service- Team garantiert den Teilnehmern ein Erlebnis ohne Einschränkungen. Für den Fall der Fälle steht ein Ersatzfahrzeug bereit. In typischen Restaurants, Grand Hotels und rusti-kalen Landhäusern ist für Verpflegung und Übernachtung bestens gesorgt.
„Die Faszination von der Herausforderung, Vergangenheit erlebbar zu machen“ beschreibt die Philosophie der Gründer. Nostalgic – Driven By Style – steht für Lifestyle, Eleganz und Dolce Vita. In erster Linie wird die Dienstleistung als

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La Maserati Quattroporte Luxuslimousine made in Italy

Maserati ist als italienischer Sportwagenhersteller fast allen ein Begriff und kann auf eine sehr wechselvolle Geschichte zurückblicken

Un marchio che vanta una lunga tradizione e che ha dietro di sé una storia alquanto movimentata. Con il nuovo modello„Quattroporte“, la Maserati è riuscita a realizzare una combinazione ottimale di confort e potenza.

Daniel Vetró

Im Jahr 1914 gründeten die Brüder Carlo, Bindo, Alfieri, Ettore und Ernesto Maserati eine kleine Werkstatt im Stadtteil Pontevecchio von Bologna. Inspiriert vom Neptunbrunnen in Bologna wählten sie als Firmenzeichen den Dreizack (Tridente), der bis heute Maseratis Luxusfahrzeuge schmückt. In der Werkstatt kümmerten sich die Brüder um die Reparatur von Fahrzeugen und Motoren.

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Campari

Ob on the rocks, mit Soda oder Orange, Campari ist ein vielseitiges Getränk

È considerato un bitter, ma non è un digestivo. Come aperitivo, ingrediente di Cocktail o Longdrink, Campari piace sempre e va bene per quasi tutte le occasioni.

Daniel Vetró

Campari nennt sich "Bitter", ohne ein Magenbitter zu sein. Als Aperitif, als Zutat in einem Cocktail oder als Longdrink ist er vielfältig verwendbar und überall beliebt. Die Geschichte beginnt in Mailand im Jahr 1860. Hier eröffnete Gaspare Campari seine Bar "Camparino" in der Galleria Vittorio Emanuele. Zu diesem Zeitpunkt wurde den Gästen ein leuchtend roter Magenbitter ausgeschenkt, aus dem dann "der Campari" wurde.

Es entstanden erste Produktionsstätten in Italien und als der Sohn des Gründers, Davide Campari, mit in das Geschäft einstieg, erweiterte sich Campari zu einem globalen Unternehmen. Die Campari Group zählt heute zu den zehn wichtigsten Spirituosenherstellern weltweit und ist ein börsennotiertes Unternehmen.

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Pino Daniele

Un cuore che cresce con Napoli

Pino Daniele startete seine Laufbahn als Liedermacher auf den Straßen Neapels, bevor er die Besucher bekannter Sommerfestivals begeisterte. Sein Erfolgsweg folgte der Entwicklung Neapels – historische Hauptstadt Süditaliens.

Alessandra Sorrentino

Napoli è una città millenaria: di fronte il Mediterraneo, alle spalle il Vesuvio. Qui da sempre colori, ritmi, sapori del mediterraneo si sono incontrati per fondersi e trasformarsi.
Crocevia di mercanti, poeti, aristocratici e giramondo, è una città che non è mai stata facile da vivere, né tanto meno da raccontare. I vicoli stretti, la confusione, la criminalità e insieme il mare, il sole, la cordialità delle persone, come raccontare tutto questo !?
Pino Daniele ci è riuscito.

Pino Daniele "mascalzone latino", Pino Daniele che voleva la rivoluzione fatta da "Masaniello" ritornato a combattere.
È in questa città, tra partite al lotto clandestino nei vicoli e ballate popolari, che è cresciuto e si è formato come artista. Comincia la sua carriera durante il periodo buio degli anni settanta, quando il degrado di Napoli era visibile ad ogni angolo di strada.

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Benetton

Vier Geschwister gründen ein Imperium

La Benetton, fondata in condizioni difficili da una famiglia di operai, è oggi uno sfavillante impero della moda. La famiglia Benetton si è ora ritirata dalle attività. Nel futuro vedremo i megastores di Benetton nelle vie di molte grandi città.

Daniel Vetró

Sein Gespür für Geschäft und Marktlücken sowie sein Sinn für originelle Produkte machten Luciano Benetton zum Pulloverkönig der Achtziger.
Es ist faszinierend, wie sich das 1965 von den vier Geschwistern Luciano, Giuliana, Carlo und Gilberto Benetton gegründete Unternehmen zu einem der erfolgreichsten der Welt entwickelt hat. Dabei starteten die Geschwister nicht gerade mit den besten Voraussetzungen.

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